Ospedali di Milano nel mirino della Procura. Inchiesta al Bambin Gesù

Redazione DottNet | 25/06/2015 21:10

Non c'è pace per gli ospedali italiani. Le strutture milanesi verranno passate al setaccio per scoprire, dopo lo scandalo del San Raffele, eventuali irregolarità. Ma se Milano piange Roma non ride. Lo scandalo del Bambin Gesù, se dovesse essere vero, si aggiungerà ai tanti che stanno soffocando la Capitale.

La Procura della Corte dei Conti della Lombardia ipotizza un "ingente danno patrimoniale alla sanità pubblica, oltre 30 milioni di euro" per la vicenda della presunta truffa su circa 4 mila interventi chirurgici per la quale la Procura di Milano, nei giorni scorsi, ha chiuso le indagini penali nei confronti di vertici, ex amministratori, dirigenti e primari dell'ospedale San Raffaele di Milano.



In una nota, come era già emerso, i magistrati contabili spiegano che è stato "avviato un procedimento di responsabilità erariale scaturente dagli oltre 4 mila interventi chirurgici eseguiti presso l'ospedale San Raffaele". Interventi "in violazione delle norme di accreditamento riguardanti la regolare costituzione delle equipe chirurgiche che, pur se formalmente certificata, è risultata di fatto non rispondente a quanto previsto dalla legge stante la presenza di un numero minimo di personale specializzato inferiore a quello contemplato dalle norme, con un uso improprio degli specializzandi".

 

Una bufera che ha travolto, ancora una volta, l'ospedale fondato da don Luigi Verzè, oggi controllato dal gruppo Rotelli, dopo il crac per il quale è tuttora in carcere il lobbista Pierangelo Daccò. Bufera che avrebbe spinto Palazzo Lombardia ad approfondire la situazione. Aumentando, come delineato con un'informativa durante la riunione di giunta di venerdì scorso, i controlli e dando mandato alle 15 Asl regionali di potenziare le ispezioni negli ospedali. Valutata anche l'ipotesi, per il momento però accantonata, di disporre il fermo amministrativo sui rimborsi che, secondo il pm, via Olgettina ha ricevuto in seguito ai presunti interventi irregolari.



I controlli saranno fatti sia sul piano amministrativo - per verificare eventuali irregolarità nella compilazione delle cartelle - sia su quello sanitario, sull'effettivo svolgimento delle operazioni e il decorso dei pazienti. Una decisione, quella della Regione, che segue quella della Corte dei conti di passare sotto la lente d'ingrandimento proprio il lavoro degli organi di verifica del Pirellone. I giudici contabili non escludono un omesso controllo, e per questo intendono verificare l'operato dei Noc (Nuclei di controllo regionale) dal 2011 in poi, per capire come mai le ispezioni al San Raffaele siano iniziate solo due anni dopo.

 

La nuova inchiesta su via Olgettina è infatti cominciata dopo che, nel gennaio 2013, l'allora direttore della Sanità Carlo Lucchina chiese agli ispettori dell'Asl milanese di verificare la situazione dell'ospedale, in seguito a una segnalazione anonima. Partita proprio da alcuni degli specializzandi della struttura, che denunciavano la mancata presenza in sala dei medici responsabili durante gli interventi. Sugli autori della missiva c'è però un giallo: in un'altra comunicazione, inviata ai colleghi il 25 gennaio di quell'anno, i rappresentanti degli specializzandi del San Raffaele si dicono all'oscuro di "una lettera che sarebbe stata sottoscritta da tutti gli specializzandi e inviata all'Asl per denunciare uno stato di sfruttamento". Definendo quelle che girano per l'ospedale come "false voci".



Fatto sta che è proprio quel giorno che gli ispettori Asl arrivano al San Raffaele. Dove passano al setaccio 17 schede anestesiologiche e 257 verbali operatori, relativi a operazioni eseguite tra il 7 e il 20 gennaio dello stesso anno. E trovano diverse irregolarità, come emerge dalla diffida che l'Asl ha inviato all'ospedale l'8 aprile successivo. In 16 casi, scrivono gli ispettori, gli interventi erano privi del "numero di operatori minimi previsti". In altri 22 "si riscontra una sovrapposizione oraria fra due o più interventi" per gli stessi medici, con il risultato di "non rendere evidente quale operatore sia stato effettivamente presente nel corso del singolo intervento chirurgico".



Anomalie che spingono l'Asl non solo a sanzionare l'ospedale, ma a trasmettere gli atti in procura. Di qui l'inchiesta, culminata con l'avviso di chiusura indagini inviato la scorsa settimana a nove tra dirigenti e primari del San Raffaele. Che, dal canto suo, ha respinto le accuse definendole "insussistenti" e ha ribadito che tutte le operazioni sono state fatte "a regola d'arte".

 

Numerosi, si legge nella nota, "risultano i soggetti coinvolti nell'indagine tra il personale sanitario e amministrativo, anche apicale, dell'ospedale San Raffaele e succedutosi sin dall'anno 2011". Tra i 9 indagati dalla Procura di Milano, infatti, figurano Mario Valsecchi, amministratore della struttura fino al 2012, Nicola Bedin, attuale amministratore e Roberts Mazzuconi, storico direttore sanitario. E poi un ex primario e 5 primari, tra cui Alberto Zangrillo, anche medico personale di Silvio Berlusconi. Indagati anche l'ospedale (formalmente rappresentato dal presidente Gabriele Pelissero) e la Fondazione Monte Tabor (di cui il legale rappresentante è Claudio Macchi).

 

Se le indagini confermassero che c'è stata una distrazione dei fondi pubblici stanziati per l'Ospedale pediatrico Bambino Gesù dalla loro destinazione, per essere invece destinati al salvataggio dell'Istituto Dermopatico dell'Immacolata Idi, "lo Stato dovrà agire per salvaguardare l'interesse pubblico", ovvero costituirsi parte civile e cercare di recuperare le somme. Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, prende posizione dopo la pubblicazione delle intercettazioni della conversazione tra il card. Giuseppe Versaldi e il manager vaticano Giuseppe Profiti, agli atti dell'inchiesta della Procura di Trani sul crac multimilionario delle case di cura pugliesi della Divina Provvidenza. Ed immediata è la risposta al ministro da parte del presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc: ''Siamo pronti a fornire alle istituzioni tutti i chiarimenti''.



Lorenzin, in un'intervista al Fatto Quotidiano, ha annunciato di aver chiesto ''informazioni precise'' all'ospedale di proprietà del Vaticano. Dalle intercettazioni relative alla conversazione tra Versaldi e Profiti, emergerebbe infatti la volontà, secondo gli inquirenti, di stornare 30 milioni di euro assegnati al Bambino Gesù dalla Legge di Stabilità per utilizzarli appunto per la riacquisizione dell'Idi da parte della Congregazione religiosa.



Uno scenario che il ministro definisce ''incredibile'': ''Mi sembra incredibile - rileva - che 30 milioni possano sparire senza lasciare traccia. Però voglio essere chiara: se dall'inchiesta dovesse emergere che c'è stata una distrazione di fondi, lo Stato dovrà agire per salvaguardare l'interesse pubblico''. Ed ancora: ''Non esiste alcun obbligo di rendicontazione da parte del Bambino Gesù per i fondi dati dallo Stato all'ospedale. Bisogna introdurlo per legge. Trenta milioni non possono sparire così. Se lo hanno fatto davvero è un reato''.



Immediata la replica del presidente Enoc: ''Siamo pronti a fornire alle istituzioni tutti i chiarimenti e le informazioni necessarie, nella massima disponibilità e trasparenza, che saranno la caratteristica della mia presidenza. Presenteremo una rendicontazione puntuale di come sono stati spesi i fondi pubblici destinati in via straordinaria all'Ospedale, a prescindere se vi sia un obbligo o meno''. Il presidente del Bambino Gesù ribadisce tuttavia come non le risulti ''alcuna distrazione di fondi dal bilancio. Neanche un euro - sottolinea - è stato distolto dalle nostre attività. Sono nel Consiglio di amministrazione del Bambino Gesù da marzo del 2014, da febbraio di quest'anno ne sono presidente. Prima di approvare il bilancio, ho voluto sottoporlo a rigorosa due-diligence da parte di un ente certificatore esterno: c'è qualche sofferenza dal punto di vista economico, ma - precisa - non è stata trovata traccia di irregolarità alcuna''. Il Bambino Gesù, ''come ha affermato lo stesso ministro - conclude Enoc - è un grande Ospedale e centro di ricerca internazionale di cui essere orgogliosi''

 

fonte: ansa. procura milano, repubblica,