Nuove evidenze per la cura della malattia di Parkinson

Medical Information Dottnet | 26/06/2015 15:59

Il primo studio clinico ha evidenziato gli effetti postivi del fattore di crescita piastrinico ricombinante nella malattia di Parkinson.

La malattia di Parkinson (PD) è la seconda patologia neurodegenerativa più comune e colpisce più di 5 milioni di persone in tutto il mondo. E’ caratterizzata da disturbi della deambulazione, bradicinesia, rigidità e tremore a causa della progressiva perdita dei neuroni dopaminergici del mesencefalo che innervano lo striato.

E’ stato osservato che il fattore di crescita piastrinico ricombinante umano (rhPDGF-BB) è in grado di ridurre i sintomi e di aumentare il legame del trasportatore della dopamina (DAT) in diversi modelli animali della PD. Gli effetti del rhPDGF-BB sono la proliferazione delle cellule progenitrici della parete ventricolare e il blocco della mitosi.

Lo studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, di fase I/IIa è il primo condotto per valutare la sicurezza e la tollerabilità della somministrazione intracerebroventricolare (i.c.v.) di rhPDGF-BB in soggetti affetti da PD.

Sono stati coinvolti 12 pazienti, provenienti da due centri clinici in Svezia, uomini e donne con età compresa tra 30 e 75 anni a cui è stata diagnosticata PD moderata idiopatica (Hoehn e Yahr stadio IIB-III) da più di 5 anni. I criteri di esclusione sono stati la presenza di parkinsonismi atipici o secondari, segni di demenza o depressione, l'esposizione a farmaci neurolettici entro 6 mesi prima della visita di screening, una storia di malattia strutturale del cervello e precedenti trattamenti neurochirurgici della PD.

I pazienti coinvolti hanno ricevuto l’rhPDGF-BB tramite una pompa di infusione impiantata e un catetere i.c.v. Ai pazienti è stato somministrato il farmaco rhPDGF-BB (alla dose di 0.2, 1.5 o 5 mg al giorno) e poi sono stati assegnati in modo casuale al trattamento attivo o al placebo (in rapporto 3:1) per un periodo di trattamento della durata di 12 giorni.

L'endpoint primario è stato la valutazione della sicurezza e della tollerabilità della somministrazione di rhPDGF-BB mediante i.c.v. Gli endpoint secondari hanno compreso diverse scale di valutazione dei parametri clinici e le variazioni nel legame del DAT. Il periodo di follow-up è stato di 85 giorni.

Tutti i pazienti hanno completato lo studio. Non ci sono stati eventi avversi non risolti, mentre eventi avversi gravi si sono verificati in tre pazienti ma non sono risultati collegati alla somministrazione di rhPDGF-BB. I parametri relativi agli endpoint secondari non hanno mostrato variazioni dose-dipendente nelle scale di valutazione clinica, ma è stato riscontrato un effetto positivo in merito al legame di DAT. Gli effetti più importanti del trattamento con PDGF-BB sono stati osservati a livello del putamen di destra, la regione accanto alla punta del catetere in corrispondenza della quale la concentrazione di PDGF-BB era più elevata. I pazienti che hanno assunto placebo hanno mostrato una riduzione media del legame DAT, mentre i pazienti in trattamento con il farmaco (5 μg/die) un aumento medio.

In conclusione, a tutti i dosaggi testati, la somministrazione i.c.v. di rhPDGF-BB è risultata ben tollerata. I risultati supportano l'ulteriore sviluppo clinico di rhPDGF-BB per i pazienti con malattia di Parkinson.

Riferimenti bibliografici:

Paul G, Zachrisson O, Varrone A, Almqvist P, Jerling M, Lind G, Rehncrona S, Linderoth B, Bjartmarz H, Shafer LL, Coffey R, Svensson M, Mercer KJ, Forsberg A, Halldin C, Svenningsson P, Widner H, Frisén J, Pålhagen S, Haegerstrand A. Safety and tolerability of intracerebroventricular PDGF-BB in Parkinson's disease patients. J Clin Invest. 2015 Mar 2;125(3):1339-46.