L'Emea dà il via libera alla combinazione anti epatite C

Farmaci | Redazione DottNet | 17/12/2008 16:05

La Commissione Europea ha approvato la combinazione di peginterferone alfa-2a e ribavirina per il trattamento dei pazienti affetti da epatite C per i quali il trattamento iniziale con interferone alfa (pegilato o non-pegilato) in monoterapia o in combinazione con ribavirina non ha avuto successo.

 La notizia, diffusa dall'azienda Roche, informa che uno studio, denominato REPEAT, ha mostrato che il 57% dei pazienti che ha raggiunto una risposta entro 12 settimane ha continuato a migliorare fino a raggiungere la guarigione dopo 72 settimane di trattamento. ''Il nostro obiettivo è ottimizzare la cura per aumentare le probabilità di guarigione'' ha detto William M. Burns, CEO della Roche Pharmaceuticals; ma i presupposti sembrano esserci tutti. Dallo studio emerge infatti che la probabilità di eliminare il virus è praticamente raddoppiata rispetto al trattamento per 48 settimane in pazienti non responders al peginterferone alfa-2b e alla ribavirina. L'epatite C, che colpisce in maniera cronica 180 milioni di persone in tutto il mondo ed è 4 volte più diffuso del virus HIV, è una delle cause principali di cirrosi, cancro e problemi del fegato. Per questo -fa notare Patrick Marcellin, Professore di epatologia all'Università di Parigi- ''L'alto livello di predittività della risposta rappresenta un fattore importante: medici e pazienti saranno infatti in grado di determinare, dopo soli tre mesi, la probabilità del trattamento di portare o meno alla guarigione''.

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