Snami, maggiori tutele ai medici per le vaccinazioni antinfluenzali

Redazione DottNet | 01/07/2015 13:57

Sulle vaccinazioni antinfluenzali in anticipo lo Snami chiede maggiori tutele per i medici che potrebbero esposri a rischi legali e professionali

Gianfranco Breccia, segretario nazionale dello Snami, non ha dubbi: "Il nostro sindacato lancia la sfida 'vaccinazione antinfluenzale sicura per Medici e Pazienti' perché ci sono troppe criticità che devono essere sanate per un compito che per noi Medici di famiglia è obbligatorio, in presenza di un piano concordato, come previsto dall’acn. Mi ha colpito molto, ma è solo l’ultima vicenda in ordine cronologico, il fatto di Ivrea dove, dieci giorni fa, sette medici di nefrologia sono stati indagati dalla procura per omicidio colposo, per il decesso di un uomo di 65 anni, in seguito all'esposto presentato dai familiari. Al paziente, in trattamento dialitico, era stato somministrato un vaccino antinfluenzale, come previsto dalle linee guida. La famiglia chiede ora alla procura di capire se le cause della morte possono essere riconducibili alla sindrome di Guillain–Barrè, post vaccinale, non diagnosticata adeguatamente".


"L’influenza costituisce un importante problema di Sanità Pubblica a causa del numero di casi che si verificano in ogni stagione - continua Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami - e siamo consci che ogni anno questa epidemia determina elevati costi a carico della comunità, sia in termini di spesa sanitaria (farmaceutica e ospedaliera) che di costi sociali, per le assenze dal lavoro per cure proprie e dei familiari. Inoltre il ricorso all’ospedalizzazione per il trattamento di forme influenzali, anche non complicate, soprattutto in persone anziane, comporta serie ripercussioni sulla ricettività dei reparti ospedalieri con possibili disfunzioni operative. E’ il contesto attuale di vaccinazione antinfluenzale praticata dai Medici di Medicina Generale, che non ci piace, e che necessita di una nostra netta presa di posizione”.

"Presa di posizione nei confronti delle Asl, a favore dei Colleghi - conclude Gianfranco Breccia -. Innanzi tutto 'pretendere' dalla parte pubblica una polizza assicurativa che ci tuteli da rischi legali e professionali, inerenti all’attività di vaccinazione. Informazione ai Colleghi perché espongano nella sala d’aspetto degli ambulatori, in buona evidenza, la scheda tecnica del vaccino da inoculare e raccolgano la firma del consenso informato in cui siano ben chiari gli effetti collaterali del farmaco. Inoltre andare a vaccinare negli ambulatori pubblici quando non si è dotati di frigorifero con doppio termostato, di frigo portatile per il trasporto dei vaccini e strumentazione per la rianimazione. Ovviamente accertarsi che le strutture asl ne siano dotate. In sintesi un imperativo: vaccinare sì, in sicurezza non solo per i pazienti, ma anche per noi".

 

 

fonte: snami

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato