L’impiego dell’imaging cerebrale in vivo della β-amiloide

Medical Information Dottnet | 01/07/2015 15:31

Uno studio ha evidenziato che l’imaging cerebrale della β-amiloide aumenta l'accuratezza diagnostica in pazienti con malattia di Alzheimer.

La valutazione dell’imaging cerebrale in vivo della β-amiloide, segno distintivo della malattia di Alzheimer, potrebbe essere d’aiuto per la diagnosi di questa patologia neurodegenerativa.

L’obiettivo dello studio aperto, multicentrico e open-label, di fase III è stato determinare la sensibilità e la specificità della tomografia con emissione di positroni mediante iniezione di flutemetamolo marcato con fluoro 18 radioattivo per rilevare la β-amiloide a livello cerebrale, utilizzando come standard di riferimento l’esame neuropatologico della densità delle placche neuritiche.

Lo studio è stato eseguito presso le cliniche di demenza, i centri di memoria e gli ospizi presenti negli Stati Uniti e in Inghilterra. Tra i 176 pazienti coinvolti nello studio sono stati inclusi soggetti con età a partire da 55 anni ed una aspettativa di vita inferiore ad 1 anno.

La somministrazione di flutemetamolo marcato con fluoro 18 radioattivo 18 è stata seguita dalla tomografia ad emissione di positroni e successiva donazione del cervello da parte dei pazienti che sono deceduti nel corso dello studio.

E’ stata presa in esame la sensibilità e la specificità per la β-amiloide cerebrale della tomografia ad emissione di positroni dopo iniezione di flutemetamolo marcato con fluoro 18 radioattivo. Le immagini sono state analizzate con e senza scansioni di tomografia computerizzata e classificate come positive o negative per la β-amiloide da 5 valutatori che non avevano ricevuto informazioni sui pazienti esaminati. Nei pazienti che sono deceduti, è stato effettuato l’esame neuropatologico della densità delle placche neuritiche per confermare le interpretazioni delle scansioni e valutare la sensibilità e la specificità della metodica diagnostica di imaging.

Dei 176 pazienti con immagini valutabili, 68 pazienti (il 38%) sono deceduti durante lo studio e sono stati sottoposti ad autopsia mostrando livelli di placche neuritiche determinati; 25 cervelli (il 37%) sono risultati negativi per la β-amiloide e 43 cervelli (il 63%) β-amiloide positivi. L’imaging è stato effettuato in media 3.5 mesi (nel range da 0 a 13 mesi) prima della morte. La sensibilità senza tomografia computerizzata è risultata compresa tra l’81% e il 93% (con una mediana dell’88%). La specificità mediana è stata dell’88%, con 4 valutatori su 5 con specificità superiore all'80%. Quando le scansioni sono state interpretate con la tomografia computerizzata, la sensibilità e la specificità è migliorata per la maggior parte dei valutatori, ma le differenze non sono risultate significative. In merito ai parametri di sicurezza, non sono stati rilevati dati clinicamente significativi.

I dati ottenuti nello studio hanno dimostrato che l'iniezione del flutemetamolo marcato con fluoro 18 radioattivo è risultata sicura e con sensibilità e specificità elevata nella popolazione di pazienti in fase terminale. Pertanto, il rilevamento in vivo della densità di placca della β-amiloide cerebrale  può aumentare l'accuratezza diagnostica in pazienti con deterioramento cognitivo.

Riferimenti bibliografici:

Curtis C, Gamez JE, Singh U, Sadowsky CH, Villena T, Sabbagh MN, Beach TG, Duara R, Fleisher AS, Frey KA, Walker Z, Hunjan A, Holmes C, Escovar YM, Vera CX, Agronin ME, Ross J, Bozoki A, Akinola M, Shi J, Vandenberghe R, Ikonomovic MD, Sherwin PF, Grachev ID, Farrar G, Smith AP, Buckley CJ, McLain R, Salloway S. Phase 3 trial of flutemetamol labeled with radioactive fluorine 18 imaging and neuritic plaque density. JAMA Neurol. 2015 Mar;72(3):287-94.