Il pegfilgrastim riduce l’incidenza di neutropenia febbrile

Medical Information Dottnet | 02/07/2015 16:45

Uno studio ha dimostrato che il pegfilgrastim è efficace contro la neutropenia febbrile indotta dalla chemioterapia nel cancro al seno.

La neutropenia febbrile (FN) è una condizione potenzialmente pericolosa per la vita ed è caratterizzata dallo sviluppo di febbre in aggiunta a neutropenia indotta dalla chemioterapia. Il rischio di sviluppare la FN può essere mitigato riducendo le dosi dei farmaci chemioterapici o aumentando l’intervallo di somministrazione tra le dosi. Tuttavia, queste misure preventive riducono anche l'intensità della chemioterapia e di conseguenza la percentuale di sopravvivenza. Pertanto, il colony stimulating factor granulocitario (G-CSF) è spesso somministrato in associazione alla chemioterapia per gestire la FN e garantire una maggiore efficacia della terapia antitumorale.

Nello studio clinico randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo, di fase III sono riportati i risultati riferiti alla somministrazione di pegfilgrastim,  in pazienti affetti da cancro mammario sottoposti alla chemioterapia con docetaxel e ciclofosfamide (TC).

Il farmaco pegfilgrastim è una forma pegilata del filgrastim, una proteina ricombinante del colony-stimulating factor granulocitario, che viene utilizzato per ridurre il rischio di neutropenia febbrile (FN).

L’obiettivo dello studio è stato valutare l'efficacia del pegfilgrastim nel ridurre il rischio di FN in pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale.

Sono state coinvolte nello studio un totale di 351 donne, di cui 177 assegnate in modo casuale in rapporto 1:1 al gruppo in trattamento con pegfilgrastim e 174 al gruppo che ha assunto placebo, di età compresa tra i 20 e 69 anni con carcinoma mammario invasivo allo stadio I-III. Le pazienti incluse erano in trattamento con la chemioterapia TC (docetaxel 75 mg/m(2) e ciclofosfamide 600 mg/m(2) ogni 3 settimane) sia come terapia neoadiuvante o adiuvante; 346 di queste pazienti sono state trattate con pegfilgrastim (n=173) o placebo (n=173).

I risultati hanno evidenziato che l'incidenza di FN è stata significativamente inferiore nel gruppo in trattamento con pegfilgrastim rispetto al gruppo del placebo (1.2 rispetto a 68.8%, p<0.001). Inoltre,  nel gruppo di pazienti che ha assunto il pegfilgrastim si sono verificati meno episodi di ospedalizzazione e di assunzione di antibiotici per la FN. La maggior parte degli eventi avversi sono stati in linea con quelli previsti per i soggetti affetti da cancro al seno in trattamento con la chemioterapia TC.

In base ai dati riportati nello studio è possibile affermare che il pegfilgrastim è risultato sicuro e ha ridotto significativamente l'incidenza di FN in pazienti con cancro al seno.

Riferimenti bibliografici:

Kosaka Y, Rai Y, Masuda N, Takano T, Saeki T, Nakamura S, Shimazaki R, Ito Y, Tokuda Y, Tamura K. Phase III placebo-controlled, double-blind, randomized trial of pegfilgrastim to reduce the risk of febrile neutropenia in breast cancer patients receiving docetaxel/cyclophosphamide chemotherapy. Support Care Cancer.2015 Apr;23(4):1137-43.