Le aggressioni ai medici finiscono in Parlamento. Interviene Lorenzin

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 03/07/2015 13:27

«Accogliamo con favore la notizia che dopo la clamorosa iniziativa delle “pettorine antiproiettile” messa in campo dall’Ordine dei Medici di Napoli, il tema delle aggressioni ai medici sia arrivato all’attenzione della politica nazionale e in particolare del ministro Lorenzin. E ancor più siamo felici del fatto che nell’interrogazione presentata dall’Onorevole Raffaele Calabrò si riconosca l’esigenza di procedere ad un ulteriore sblocco del turn over “per garantire al personale sanitario di operare nella massima sicurezza anche ai fini della qualità dell’accoglienza e dell’assistenza da erogare in tempi rapidi”».

A dirlo è Luigi Sparano, segretario della sezione provinciale di Napoli della Fimmg, soddisfatto nel constatare gli effetti concreti della campagna di sensibilizzazione messa in campo dall’Ordine dei Medici di Napoli.

«Il tema delle aggressioni e della violenza – ricorda Sparano -  non è slegato dal più ampio ragionamento dell’organizzazione dell’assistenza territoriale. Potenziare l’assistenza sul territorio significa anche alleggerire il carico, e le tensioni, degli ospedali cittadini». Il segretario provinciale della Fimmg  denuncia poi l’immobilismo che si è venuto a creare sulle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft). «Dopo tanti discorsi e dibattiti tutto è fermo – dice Sparano -  e questo è estremamente preoccupante e ingiustificato. La mancata realizzazione delle Aft non fa altro che ripercuotersi sull’assistenza. Ricade in particolar modo sui pazienti cronici, che non riescono a trovare risposte adeguate alla loro esigenza di cura. Procedere in tempi rapidi alla realizzazione delle aggregazioni significherebbe alleggerire il disagio negli ospedali, contribuire alla stabilizzazione della categoria, ma soprattutto significherebbe offrire ai cittadini campani una Sanità realmente funzionale ed efficace».

 

«I miei medici? Sono costretti a girare senza cartellino identificativo per evitare ritorsioni». Ernesto Esposito, direttore generale dell’Asl Napoli 1 Centro, rivela un dettaglio agghiacciate della realtà che si vive in alcuni ospedali cittadini di frontiera. Strutture come il San Giovanni Bosco o il Loreto Mare, tristemente note per le continue aggressioni ai medici di pronto soccorso.

E quella di Esposito è solo una delle voci più autorevoli che si sono sentite nel corso della conferenza stampa di ieri all’Ordine dei Medici di Napoli, incontro al quale erano presenti tutti i rappresentanti dell’emergenza sanitaria partenopea e che è servito a dare il via all’iniziativa «Stop alla violenza sui camici bianchi». Questo è lo slogan stampato sulle “pettorine antiproiettile” distribuite ieri ai medici di pronto soccorso e agli operatori del 118. Pettorine che il presidente dell’Ordine dei Medici Silvestro Scotti ha voluto consegnare personalmente ai camici bianchi dell’ospedale San Palolo.

Va detto che l’iniziativa dell’Ordine dei Medici di Napoli ha raccolto anche l’adesione e il sostegno del presidente della Regione Vincenzo De Luca e del sindaco Luigi De Magistris, entrambi hanno voluto testimoniare solidarietà ai medici facendosi fotografare con le pettorine al fianco del presidente Scotti.

 

 Linea comune con quella sostenuta dal presidente Scotti: «Nelle aggressioni agli operatori sanitari - medici o infermieri - - ribadisce Scotti - quello che più mi preoccupa oggi, a parte l'atto inaccettabile di violenza, è il pensiero del cittadino che osserva chi aggredisce. Bisogna riuscire a comunicare che non si può solidarizzare con chi aggredisce un camice bianco. Perché il medico è il garante del diritto costituzionale alla salute. La sua difesa è compito anche della società civile».

Al fianco dei medici anche il Cardinale Sepe, che ha manifestato il suo personale sostegno tramite una lettera inviata al presidente dell’Ordine dei Medici.

 

fonte: asl na1, omceo napoli

I Correlati

I Correlati

Widget: 91798 (categoria) non supportato