Aspiranti medici esclusi dalla professione: interviene Consulcesi

Redazione DottNet | 03/07/2015 14:55

«Continueremo a vigilare affinché sia garantito l’accesso trasparente e meritocratico alla professione. Sempre pronti, ad ogni modo, a sostenere i giovani medici sulla strada dei ricorsi». Consulcesi Group prende posizione, ancora una volta, al fianco degli aspiranti camici bianchi, ora alle prese con la netta sforbiciata che il MIUR intende operare relativamente ai posti disponibili per la facoltà di Medicina e Chirurgia.

In attesa del bando si è già paventata una diminuzione di mille unità, scendendo da 10.083 a 9.146. Secondo la FNOMCeO (la Federazione degli Ordini dei Medici) questo taglio non sarebbe, peraltro, sufficiente e si dovrebbe arrivare almeno a 7000 per evitare di continuare a formare medici che saranno disoccupati.

Si parte proprio dai numeri della FNOMCeO, che ha calcolato che ogni anno 2.500 camici bianchi restano appesi nell’armadietto per il corto circuito che si crea tra università, scuole di specializzazione e i tagli del Ssn. «Bisogna uscire da questo circolo vizioso – afferma il presidente di Consulcesi Group, Massimo Tortorella – che danneggia medici e pazienti. Dobbiamo dire chiaramente che non ci sono troppi medici, ma che l’attuale sistema ne prevede troppo pochi. E non è più tollerabile che proprio quel sistema si regga ormai solo sulla professionalità e la coscienza dei professionisti. Sono oltre 50mila i camici bianchi che denunciano turni massacranti che vanno oltre i limiti di tolleranza fisica, oltre che di legge, visto che c’è una palese violazione della direttiva europea 2003/88. Non è un caso che le aziende, sempre con maggiore frequenza, spingano i dipendenti, ad intraprendere i ricorsi contro lo Stato inadempiente. Ricorsi che, anche in questo caso, siamo pronti a sostenere».

Consulcesi ritiene che il cambiamento debba, però, partire proprio dalle modalità di accesso alla professione. «Da oltre 20 anni – continua Tortorella – siamo al fianco sia degli studenti che vogliono intraprendere la carriera in ambito sanitario, sia dei giovani medici alle prese con le difficoltà di inserimento nelle scuole di specializzazione e, di conseguenza, nel mondo professionale. In loro favore, in particolare, siamo scesi in piazza e abbiamo scritto una lettera aperta al ministro dell’Istruzione Stefania Giannini mettendo a disposizione la nostra esperienza legale per verificare che bando e prove di concorso fossero ispirati a criteri di trasparenza e meritocrazia».

 

fonte: consulcesi

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