Epatite C: le aziende dividono il mondo in base a chi paga di più

Redazione DottNet | 04/07/2015 19:50

Hanno studiato il mondo e lo hanno sezionato sulla base di un solo parametro: chi può pagare di più. Quattro grandi multinazionali, impegnate in questi anni nella creazione di superfarmaci contro l'epatite C, si sono accordate per vendere i loro prodotti nella maniera più vantaggiosa possibile: al cliente ricco si propone un prezzo alto.

E l'Italia figura tra i clienti ricchi. Questo, almeno, è quanto è scritto in un voluminoso dossier consegnato al pubblico ministero Raffaele Guariniello, un magistrato della procura di Torino che si sta occupando delle problematiche legate alla diffusione di uno dei 'superfarmaci', Il pm non mette in discussione l'efficacia del medicinale.



Quello su cui indaga, insieme ai carabinieri del Nas e alla sua squadra di polizia giudiziaria, è l'impatto del costo della terapia, che in Italia ruota attorno ai 40 mila euro, sulle casse del sistema sanitario (in particolare della Regione Piemonte, dove i malati sono duemila). E sulla possibilità che i ritardi nell'approvvigionamento siano stati all'origine del decesso di qualche paziente. Ecco perché il - presunto - disegno strategico delle case farmaceutiche è entrato nel fascicolo di indagine: le aziende possono provare a vendere grandi partite del farmaco a uno Stato, trattando ovviamente il prezzo. Chi è in grado di pagare di più si sente chiedere di più.



Grande in procura è stata la sorpresa quando si è notata l'Italia in cima alla hit parade dei Paesi considerati più facoltosi. Nella stessa fascia che comprende gli Stati Uniti (dove il singolo trattamento costa 84 mila euro) e il Giappone. A quanto pare le industrie hanno formato quattro grandi "blocchi" utilizzando due criteri: il Pil e il numero dei malati. Per l'Italia si stima la presenza di un milione e mezzo di persone "potenzialmente infette". Nel secondo blocco compaiono Russia, Cina e Brasile, nel terzo Pakistan e Indonesia, nel quarto Congo, Etiopia e Uganda. Senza soldi, e senza aiuti tempestivi da parte dello Stato, acquistare i superfarmaci è un'impresa. Le Regioni sono in attesa della ripartizione del fondo speciale garantito dal Governo e alcune hanno cominciato a giocare d'anticipo: il Lazio ha speso 69 milioni, la Toscana ha varato autonomamente una procedura per negoziare i prezzi. Nel frattempo Guariniello e i suoi collaboratori cercano di capire se alcuni decessi fra i malati di epatite C potevano essere evitati. I casi raccolti dagli investigatori sono stati 117 in tutta Italia; l'attenzione, ora, è focalizzata su una ventina. E il fascicolo è aperto per omicidio colposo.

 

 

Fonte: ansa