Maggiore richiesta danni per il parto naturale: la proposta di Ddl

Redazione DottNet | 06/07/2015 19:37

In ostetricia 8 richieste di risarcimento danni su 10 riguardano il parto naturale. E' il dato presentato ieri a Roma, nell'ambito della presentazione del disegno di legge su "norme per l'incremento del livello di sicurezza del parto naturale" depositato alla Camera da Paola Binetti (AP), e al Senato da Aldo Di Biagio (AP).

"In ostetricia 8 richieste di risarcimento danni su 10 riguardano il parto naturale e in particolare il 41,3% riguarda la sofferenza fetale, nonostante il cesareo sia in teoria più rischioso. Questo significa che spesso il parto naturale non viene fatto rispettando le norme di sicurezza'', è la denuncia che arriva da Luisa Acanfora, del dipartimento di Medicina sperimentale e clinica dell'Università di Firenze. In troppi casi inoltre "se qualcosa non va, le cartelle cliniche vengono strappate e rifatte o non riportano l'utilizzo delle manovre di Kristeller", che consiste nel disimpegnare l'utero spingendo il bimbo con una pressione sull'addome della donna.

Il testo del ddl presentato  a Roma prevede Linee guida per un parto naturale non medicalizzato. "Contro la cattiva abitudine di modificare le cartelle cliniche - ha spiegato Aldo Di Biagio – il ddl prevede di andare verso un cartogramma digitale e verso un'idonea cartella ostetrica computerizzata, nella quale sono annotati tutti i dati relativi alla gravidanza e al neonato". Contro il diffuso e taciuto utilizzo della manovra Kristeller, detta anche invisibile perché non riportata in cartella, che può comportare danni anche permanenti al bambino come alla madre, il ddl prevede l'introduzione del Baby birth, una fascia ergonomica che aiuta la mamma a spingere, e l'ecografia intrapartum, per valutare la correttezza della posizione fetale al momento dell'espulsione. "I livelli di sicurezza – spiega Binetti - sono attualmente carenti. Il sistema proposto consentirebbe di ridurre in modo significativo le complicanze materno-feto-neonatali, i conseguenti costiß legati ad errori sanitari, collocando l'evento-nascita in una sfera diß sicurezza da troppo tempo auspicata". Con questa legge, aggiunge Di Biagio "non vogliamo criminalizzare, ma dare un apporto per rendere il parto naturale più sereno e ridurre la diffusa medicalizzazione che accompagna le nascite".

Non si può scrivere un provvedimento che parla di gravidanza senza sentire l'opinione di chi tutti i giorni assiste madri e neonati". Ginecologi e ostetriche italiani esprimono forte "disappunto per non essere stati coinvolti" nell'elaborazione della proposta di legge su Norme per l'incremento del livello di sicurezza del parto naturale, presentata oggi a Palazzo Madama. "Legiferare senza il supporto degli esperti del settore è pericoloso" reclamano la Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO), l'Associazione Ostetrici Ginecologi Italiani (AOGOI), l'Associazione ginecologi Universitari Italiani (AGUI) e la Federazione Nazionale dei Collegi Ostetriche (FNCO). "I legislatori devono ascoltare le Società Scientifiche", aggiungono "altrimenti si rischia di far passare messaggi che non sono conformi alla realtà dell'assistenza alla gestazione".

Pronta la risposta della prima firmataria alla Camera, Paola Binetti. "Il ddl non è stato ancora calendarizzato e da subito siamo disposti ad accogliere proposte ed ascoltare le società scientifiche, ma anche quelle associazioni di famiglie nelle quali si sono creati eventi critici di cui oggi abbiamo sentito importanti e toccanti testimonianze". "Quando sarà ora di discutere la legge - aggiunge - faremo delle audizioni in cui sentiremo la voce di tutti, perché una buona legge nasce solo dal confronto e dalla mediazione tra tutti gli attori. Aspettiamo contributi che ci aiutino a rendere questa proposta migliore".

 

fonte: ansa