Ex specializzandi: consegnati ai medici pugliesi 9 milioni

Redazione DottNet | 09/07/2015 16:39

Nove milioni per i medici pugliesi. Maxi riconoscimento per gli ex specializzandi che, tra il 1982 e il 2006 si erano visti negare il corretto trattamento economico per gli anni di scuola post-laurea, nonostante precise direttive europee. Dopo aver presentato ricorso con la tutela legale di Consulcesi, arriva oggi il giorno dei rimborsi per decine di camici bianchi che ricevono assegni, completamente esentasse, direttamente dagli avvocati e dai consulenti legali che li hanno costantemente seguiti in questo percorso per il riconoscimento di un diritto certo.

«Mi rallegro per il risultato raggiunto da tanti colleghi – afferma Filippo Anelli, presidente dell’OMCeO di Bari – e riservo un plauso all’iniziativa di Consulcesi, che conferma la sua efficacia nel rendere giustizia ad una categoria professionale sempre più esposta e penalizzata dalle criticità del sistema come nel caso dei turni massacranti a cui sono sottoposti tanti camici bianchi. Ci sono, però, ancora tanti medici specialisti in attesa di rimborsi e sentenze. A questo punto, ora che l‘iter si è velocizzato, una soluzione istituzionale, come da più voci si sente ripetere, appare auspicabile. Sarebbe fondamentale per i diritti dei medici e per evitare un ulteriore salasso per le casse dello Stato».

«La giurisprudenza è ormai a favore dei camici bianchi – spiega infatti Marco Tortorella, l’avvocato specialista dei rimborsi agli ex specializzandi – e le sentenze favorevoli, così come la liquidazione delle somme dovute, arrivano sempre più velocemente. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – aggiunge l’Avv. Tortorella – ci contatta non appena arriva la notifica della sentenza per risparmiare su interessi e more».


Proprio negli ultimi giorni sono saliti ad oltre 400 i milioni riconosciuti soltanto ai medici Consulcesi,  Per lo Stato quella dei rimborsi è una emorragia incontrollabile: il rischio, sempre più concreto, è un esborso complessivo di oltre 4 miliardi. Tutte le forze politiche ne hanno preso però atto e pare davvero prossima la trasformazione in legge dei tre Ddl, già all’attenzione del Parlamento, che propongono un accordo transattivo, valido però solo per chi avrà precedentemente presentato ricorso.

A tal proposito, è prevista per il 20 luglio la prossima azione collettiva di Consulcesi che, attraverso l’Amministratore Delegato Andrea Tortorella, conferma di «aver già trovato una forte adesione tra OMCeO, Enti e Società scientifiche, insieme alle quali si faranno valere i diritti di migliaia di professionisti ancora in attesa di vedersi rimborsare ciò che è loro diritto ricevere. Resta alta – aggiunge Andrea Tortorella – la nostra attenzione anche sul fronte della mancata applicazione della direttiva europea 2003/88 relativa alle ore di lavoro in più. Dal 2008 i camici bianchi italiani sono gli unici professionisti a non vedersi riconosciuto il diritto ad orari di lavoro e riposo consoni alle loro esigenze. Ed inoltre siamo pronti anche ad una nuova battaglia contro le irregolarità bancarie: saremo i primi a difendere i medici su questo tema.

Dopo un 2013 straordinario e un 2014 che ha confermato come il susseguirsi di sentenze positive – e la sempre maggiore consapevolezza che il diritto sia ormai certo – abbiano portato una crescita esponenziale di richieste di rimborso di fronte alla giustizia, il 2015 dei medici Consulcesi continua nel migliore dei modi, con altri milioni riconosciuti e la partenza di nuova azione collettiva. Negli ultimi mesi sono stati infatti già consegnati rimborsi per una cifra totale di oltre 120 milioni di euro. Un record che, data la mole di ricorsi presentati e la velocità a cui arrivano ormai le sentenze, verrà superato in breve tempo.


Inoltre ad oggi anche gli OMCeO di Roma, Pisa, Palermo, Caserta, Caltanissetta, Benevento, Perugia, Salerno, Ravenna, Trapani, Vibo Valentia, Massa Carrara, La Spezia, Trento, Grosseto, Frosinone, Savona, Rieti, Potenza, Catania, Fermo, Oristano, Pistoia, Viterbo, Bari, Enna, Trieste e Forlì-Cesena, oltre che SUMAI ASSOPROF, ACOI, SISMED, AME, CIMOP, ARCA CARDIO, COAS, AMSI, Uniti X Unire, SITD, CISL Medici Milano Metropoli, CIMO, AIMS, SNAMI Pisa, SIC, CFC, AIO, Medicoop Vesevo, SICO e ASSECE hanno stipulato accordi con Consulcesi, per la tutela legale degli iscritti, la possibilità di aderire alle azioni legali di rimborso e di accedere ai corsi di formazione a costi ridotti. Tanti Ordini, Sindacati e Società scientifiche si aggiungono costantemente, confermando la fiducia di tutto il mondo medico. Gli accordi stipulati vanno anche oltre le cause collettive di rimborso, dando piena risposta alle altre esigenze dei medici in tema di assistenza legale, formazione ECM, consulenza assicurativa gratuita e molto altro.
Le azioni legali citate riguardano i medici che non hanno ricevuto il giusto compenso durante gli anni della scuola di specializzazione, nonostante lo prevedessero le norme europee. Si tratta sia di coloro che hanno frequentato i corsi tra il 1982 e il 1991, cui lo Stato italiano non ha corrisposto le borse di studio dovute, sia di chi si è iscritto tra il 1994 e il 2006. In quest’ultimo caso le borse di studio sono state erogate, ma non comprendevano il pagamento degli oneri previdenziali e la copertura assicurativa dei rischi professionali e degli infortuni.


Il ritardo da parte dello Stato italiano nell’adeguarsi alle direttive europee che imponevano una giusta remunerazione ai medici specializzandi ha creato quindi un imponente contenzioso da parte di questi ultimi di fronte agli organi di giustizia per il recupero di quanto spetta loro: 4 miliardi di euro è la somma che la Presidenza del Consiglio dei Ministri e i Ministeri competenti rischiano di dover sborsare (la cifra riguarda solo i camici bianchi che hanno presentato ricorso tramite Consulcesi.

 

 

fonte : consulcesi

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