Giannini: sono in troppi a voler fare il medico

Redazione DottNet | 14/07/2015 13:56

“E' online il test di autovalutazione psicoattitudinale per tutti gli iscritti alla prova di medicina. Sarà una bussola, potrà dare agli studenti un orientamento nella scelta". Lo ha annunciato Stefania Giannini, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca intervenuta al seminario "La formazione di base e specialistica del medico in Italia: criticità e opportunità" in corso al Senato. "Per calmierare meglio il numero di ragazzi che vuole esercitare la professione medica - ha spiegato - da questo quest'anno partiamo con un test sperimentale di natura psicoattitudinale". Sarà da mezzogiorno sul sito web www.universitaly.it

"C'è una massa anomala di studenti che vuole fare il medico", "finché la nostra formazione medica resta strutturata come un imbuto o una clessidra, con base accesso a medicina amplissimo c'è qualcosa che non va. Se hai la patente e non la macchina c'è qualcosa che non funziona, c'è un investimento sbagliato da parte dello Stato, della formazione e della persona"., afferma Stefania Giannini, ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. Sul tema, ha detto, "incoraggio a una riflessione laica". "Nel 2012-2013", ha proseguito il ministro, "abbiamo avuto un picco del 26% di studenti che tentavano il test per accedere alla Facoltà di Medicina, in pratica un ragazzo su 4 voleva fare il medico, il che non è nell'ordine naturale della cose, non è comparabile con altri Paesi con cui ci confrontiamo. Nel 2014-2015 abbiamo avuto una leggera flessione con il 23% degli aspiranti universitari, iscritti al test".

 

Ancora troppi però. "Questo crea una strozzatura, un'ansia collettiva di possibilità e opportunità di continuare un percorso che dovrebbe essere un ciclo unitario, dall'accesso alla facoltà alla collocazione nel mondo della sanità, passando per la specializzazione". E' un discorso "che va ripensato". Quanto alle scuole di specializzazione, "quest'anno abbiamo ottenuto 6500 borse per 13.000 partecipanti al test. Permettono di accedere alla specializzazione a un laureato su due, ovvero a una quantità di iscritti molto più equilibrata rispetto a quella degli aspiranti. Abbiamo fatto uno sforzo gigantesco ma sono ancora poche".

 

 

fonte: ansa