Federfarma contro Regione Campania per le forniture d'ossigeno

Redazione DottNet | 14/07/2015 14:19

Federfarma Campania dice no alla gara d’appalto che dal primo luglio ha tolto alle farmacie la distribuzione dell’ossigeno liquido, ora recapitato a domicilio dalle ditte che si sono aggiudicate la gara.

Nei giorni scorsi, infatti, il sindacato ha inviato un esposto al presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione, Raffaele Cantone, e al presidente dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, Giovanni Pitruzzella. Nel testo, trasmesso per conoscenza anche al ministero della Salute, Federfarma ricorda le norme di legge (che imporrebbero la somministrazione dell’ossigeno da parte del farmacista, in quanto farmaco di fascia A) e chiede perché «lo stesso identico prodotto sia stato aggiudicato in lotti e con prezzi che variano da 1,78 a 2,30 euro». «Al di là delle palesi violazioni di legge» ha ricordato il presidente di Federfarma Campania, Michele Di Iorio, nella conferenza stampa organizzata ieri per presentare l’esposto «il sistema di erogazione definito nell’appalto non farà risparmiare, perché andranno sprecate le forniture non consumate. Avrebbe avuto più senso, piuttosto, un acquisto centralizzato a livello regionale e una distribuzione attraverso le farmacie».

Esposto a parte, la gara sull’ossigeno così come il recente caso del decreto 56 (sulla prescrizione dei farmaci “branded”) dimostrano che sui provvedimenti di carattere sanitario la Regione dovrebbe imparare a concertare con le categorie coinvolte. «Spesso così» osserva Di Iorio «si finisce per puntare a un risparmio che di fatto non si ottiene. Oppure si finisce per forzare la legge». È appunto il caso del decreto 56, criticato in conferenza stampa anche dal presidente dell’Odine dei medici di Napoli, Silvestro Scotti . «Aspettiamo che la Regione provveda con un ulteriore provvedimento a cancellarlo definitivamente».

Ma per Federfarma il nuovo presidente della Regione, Vincenzo De Luca, dovrebbe rivedere anche la dpc: non c’è la centralizzazione degli acquisti né una piattaforma informatica integrata a livello regionale, quindi un’Asl non sa cosa hanno acquistato o quali disponibilità vantano le altre. «Questo costa alla Regione almeno 30 milioni di euro all’anno» ha detto Di Iorio «per non investire, una tantum, poche centinaia di migliaia di euro per adeguare il sistema informatico, si bruciano decine di milioni ogni anno».

Per il sindacato titolari campano, in sostanza, la Regione deve assolutamente imparare a programmare: «Si può fare anche grazie alla rete capillare delle farmacie» ha ricordato in conclusione Di Iorio «che chiedono solo di essere valorizzate in una rete organica di servizi. Il coinvolgimento, però, deve essere preliminare alla stesura degli atti, in modo da evitare poi dietrofront controproducenti».

 

 

fonte: federfarma