Così cambierà la formazione dei medici: dall'e-learning al dialogo

Redazione DottNet | 15/07/2015 15:13

Per andare di pari passo alle nuove esigenze di salute dei cittadini "serve promuovere un cambiamento nelle modalità formative dei medici".

Nella loro formazione, accanto alle lezioni frontali "può trovare spazio il 'team learning', che sviluppi, nel confronto tra pari, la capacità del gruppo di affrontare e risolvere i problemi".

E' quanto scritto in un messaggio dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin, in occasione del seminario "La formazione di base e specialistica del medico in Italia: criticità e opportunità" al Senato. "La medicina richiede sempre più l'apporto di molti saperi e figure professionali integrati", ha spiegato il ministro, sottolineando che "il team multidisciplinare consente un elevato livello di competenze trasversali necessari alla risoluzione dei problemi complessi". "La formazione è prioritaria per il nostro sistema sanitario e il nostro sistema Paese", ha proseguito Lorenzin, e possiamo "puntare all'eccellenza solo se si poggia su professionisti motivati e formati". In questo senso, l'accesso alla Facoltà di medicina legato al superamento del test "ci consente di scegliere studenti bravi e preparati ed il contingentamento dei posti è strumento ad un più facile inserimento nel mondo del lavoro". Tuttavia, in questi anni, "tale risultato non si è realizzato, a seguito del blocco del turnover e dei vincoli economici sulla spesa del personale introdotti con varie finanziarie ed ancora in vigore".

"Abbiamo bisogno di collaborazione istituzionale per mettere a punto un impianto legislativo in grado di valorizzare al massimo il percorso di formazione dei medici. Solo attraverso un confronto tra i diversi soggetti, si può consentire ai medici di poter esercitare al meglio la professione in un mondo che è molto cambiato", aggiunge Emilia Grazia De Biasi (Pd),. Il punto di partenza, secondo la senatrice, presidente della Commissione Sanità di Palazzo Madama, è chiedersi "di che tipo di medico ha bisogno nei prossimi anni questo Paese? Questo - ha proseguito - richiede una grande capacità di Governo e di coordinamento tra mutamenti sociali con esigenze professionali. Un lavoro che va fatto dai ministeri di Salute e Ricerca, insieme al Parlamento e ai soggetti interessati, perché in questi anni è mancato proprio un tavolo di confronto. Solo il dialogo porta a scelte condivise che durano nel tempo". "Se non si interviene sulla formazione rischiamo due cose, o che la nostra ottima formazione peggiori o che i nostri medici vadano a lavorare all'estero", secondo il rettore dell'università La Sapienza di Roma Eugenio Gaudio. "Primo punto su cui concentrarsi è il sottofinanziamento: oggi abbiamo lo 0,42 del pil investito in università quando Francia e Germania investono il doppio. In secondo luogo - prosegue - manca lo schema che regola il rapporto tra formazione universitaria e strutture sul territorio. Dovrebbe permettere, oltre all'acquisizione di nozioni, anche la loro messa in pratica. Previsto dalla legge Gelmini del 2010, ancora non è stato messo a punto".

Fonte: ministero salute

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