Toscana e Lombardia modelli. In Campania si assume, novità nel Lazio

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/07/2015 20:22

La sanità cambia e la Toscana e la Lombardia sono i modelli da imitare. In Sardegna si riprogettano le Asl, in Campania De Luca annuncia nuove assunzioni. E il Giubileo porterà nel Lazio novità nella rete ospedaliera e nuovi posti di lavoro. Insomma c'è gran fermento in Italia, anche se resta un interrogativo: Ma i soldi da dove arrivano?

Otto aziende sanitarie locali, una ospedaliera appena ridisegnata con l'accorpamento di tre ospedali - Brotzu, Microcitemico e Oncologico - e due ospedaliero-universitarie: è l'attuale geografia della sanità in Sardegna che "brucia" 3,3 miliardi di euro all'anno, circa la metà del bilancio regionale, anche se dagli ultimi dati sembra ci si attesti poco sopra i 3,1 mld. Per rendere più efficiente e meno costosa questa macchina, che si completa con la recente istituzione dell'Azienda regionale per l'emergenza-urgenza (Areus), e per semplificare gli undici 'centri di potere' dove si decidono le strategie, gli investimenti e si erogano i servizi secondo i livelli essenziali di assistenza, la Giunta sta pensando da tempo ad una drastica riorganizzazione.

 

 

Due le ipotesi in campo: l'Azienda unica regionale e l'accorpamento delle attuali Asl in tre "superaziende" del Nord, del Centro e del Sud Sardegna, anche se si pensa a una via di mezzo con sole due aziende, al Nord e al Sud. Per tutte queste soluzioni il modello di riferimento è quello della Regione Toscana, dove il governatore Pd Enrico Rossi e la sua maggioranza hanno ridotto le Aziende da 16 (12 Asl e 4 Aou) a tre. L'ipotesi di lavoro, elaborata anche con gli esperti della Bocconi, prevede una sorta di "divisione dei compiti" tra i vari territori con la sede dell'Areus in centro Sardegna. La settimana prossima l'assessore della Sanità, Luigi Arru, porterà in Giunta la proposta di riorganizzazione delle rete ospedaliera, che dovrebbe portare a risparmi, e a breve è previsto un faccia a faccia con l'assessore degli Enti locali, Cristiano Erriu, per far combaciare il più possibile il riordino istituzionale con quello sanitario.

 

 

In Italia i "modelli" principali a cui guardare sono quello della Lombardia, dove l'assistenza pubblica si fonde con quella privata con un quasi superamento del modello inglese, dell'Emilia Romagna, che dà centralità alle Asl, e appunto della Toscana, che punta sulla centralità regionale. L'esempio toscano, però, non convince tutti, a partire dagli stessi medici toscani. In più occasioni dagli esperti viene citato un recente documento del King's Fund, la più importante istituzione di ricerca sanitaria britannica: "Dalle fusioni delle organizzazioni sanitarie ci si aspetta che portino vantaggi economici, clinici e politici - si legge nello studio - I vantaggi economici dovrebbero venire dalle economie di scala, in particolare dalla riduzione dei costi del management e dalla capacità di razionalizzare l'offerta. Tuttavia queste fusioni raramente riescono a raggiungere gli obiettivi stabiliti. E' stato osservato che nel periodo 1997-2006 su 112 fusioni di ospedali 102 non mostrarono alcun miglioramento della produttività, e neppure della posizione finanziaria. Le evidenze suggeriscono che quanto più alto è il grado di cambiamento organizzativo che si vuole ottenere, tanto maggiore è il rischio che il beneficio non sia raggiunto".

 

 

Intanto in Campania arrivano nuovi posti di lavoro: "Avevamo detto in campagna elettorale che il primo provvedimento sarebbe stata la ricostituzione del fondo per le disabilità e oggi lo realizziamo. In più abbiamo avviato le procedura per la stabilizzazione di duemila precari della sanità che dovrà avvenire entro settembre", afferma il presidente della giunta regionale della Campania Vincenzo De Luca. Sul fondo per la disabilità, De Luca ha spiegato che "si tratta di una decisione di grande valore simbolico, sia come primo atto di solidarietà nei confronti delle fasce deboli, sia per dimostrare che gli impegni assunti saranno mantenuti. Non è stato facile, la settimana prossima ci sarà un consiglio regionale perché la costituzione del fondo richiede una variazione di bilancio".

 

 

De Luca ha spiegato che ''abbiamo reperito con la ragioneria i 15 milioni che ci consentono di riequilibrare il fondo regionale al fondo nazionale per le politiche sociali. Come abbiamo trovato i fondi? Di solito in caso di difficoltà io sono per operare tagli lineari in tutti i settori fino ad arrivare alla cifra che serve". Sui precari della sanità, De Luca ha spiegato che "saranno stabilizzati in duemila tra contratti attualmente a termine e atipici", precisando che sono 800 i precari con contratti a termine per i quali "le asl interessate devono avviare subito i concorsi interni per la stabilizzazione e quindi devono pubblicare atti e fare commissioni per poter chiudere tutto a settembre, vigileremo perché le asl brucino i tempi, usiamo anche il mese di agosto". "Poi con il commissariato - ha aggiunto - lavoriamo per i contratti atipici che non potrebbero essere stabilizzati, quindi per loro ci sarà prima il prima passaggio a contratti a tempo determinato e poi la stabilizzazione".

 

 

E nel Lazio il Giubileo prevede svolte epocali: a meno di cinque mesi dall'inizio dell'evento straordinario della Misericordia indetto da papa Francesco fervono i cantieri nei dodici pronti soccorso di Roma che, cogliendo l'occasione dell'Anno Santo, saranno completamente rinnovati e ampliati dalla Regione Lazio grazie a 35,5 milioni di euro 'anticipati' dal fondo statale per l'edilizia sanitaria. Oggi il governatore Nicola Zingaretti ha iniziato il suo tour dei lavori dal policlinico Gemelli di Roma insieme con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin. "Il Giubileo - ha detto il ministro - è una occasione ma anche una prova per Roma. La nostra volontà è dare ai cittadini romani, che pagano fior di tasse, un servizio sanitario regionale adeguato a una capitale europea. E la rete dell'urgenza è uno dei punti focali".

 

 

Al Gemelli, grazie a uno stanziamento di quasi tre milioni di euro, nascerà dunque un vero nuovo 'corpo' dell'ospedale per un pronto soccorso che accoglie circa 80 mila pazienti l'anno: grazie a un ampliamento esterno di 660 metri quadrati sarà realizzata infatti una nuova camera calda, una sala d'attesa più confortevole, un maggiore spazio per il triage e per l'osservazione breve intensiva, tutto secondo i più moderni criteri di assistenza urgente. Imponenti i lavori anche al Santo Spirito, seconda tappa dei sopralluoghi di Zingaretti. Qui, nell'antico ospedale di lungotevere a poche decine di metri dal Cupolone, l'area del pronto soccorso sarà quasi triplicata - da 300 a oltre 800 metri quadrati - ci sarà una sala dedicata all'Ortopedia, una zona per gli infettivi e una sala d'attesa per gli accompagnatori, oltre a un completo ripensamento dei percorsi di pubblico e barelle. Costo: 1,5 milioni, di cui 700 mila per comprare nuove apparecchiature.

 

 

Insomma, ha affermato Zingaretti, "qui non si parla di verniciare le pareti, ma di veri interventi strutturali. Si tratta del più grande intervento infrastrutturale sugli ospedali della Capitale, sicuramente dai tempi dell'ultimo Giubileo. Una rivoluzione". La Regione, rappresentata al tavolo con il Vaticano dal vicepresidente Massimiliano Smeriglio, sa bene però che sui tempi di consegna dei lavori si gioca una partita cruciale di credibilità: "O fanno in tempo o se ne vanno i direttori generali" la battuta, dal contenuto probabilmente non del tutto ironico, del coordinatore della cabina di regia sanitaria Alessio D'Amato. Anche perché la 'macchina' sanitaria mossa dalla Regione per il Giubileo - un pacchetto da quasi 90 milioni - è complessa e non si limita alle ristrutturazioni dei pronti soccorso (oltre a Gemelli e S. Spirito anche Umberto I, S. Giovanni, S.Camillo, Tor Vergata, Pertini, S.Eugenio, Grassi, S.Andrea, S.Filippo e SS. Gonfalone di Monterotondo). Ci saranno anche dieci presidi medici avanzati attorno all'area del Vaticano, aumenteranno da 6 a 38 i punti di atterraggio dell'elisoccorso, saranno acquistate un totale di 100 nuove ambulanze (proprio ieri Lorenzin ha firmato una deroga per assumere gli equipaggi) e arriveranno 800 operatori sanitari in più, di cui 300 a tempo indeterminato, oltre a 400 volontari di assistenza ai pellegrini formati dall'Ares 118 e dalla Croce Rossa.

 

 

Fonte: regione sardegna, regione campania, ansa

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