Farmaci a domicilio, parte il servizio gratuito di Federfarma

Redazione DottNet | 20/07/2015 18:10

Da ieri chi è solo e non può recarsi in farmacia per una patologia grave o cronica può usufruire del servizio gratuito di consegna a domicilio di farmaci, fornito a livello nazionale dalle farmacie italiane aderenti a Federfarma e patrocinato dal Ministero della Salute.

Lo rende noto Federfarma. ''La consegna a domicilio di farmaci, attivata dalle farmacie in favore di persone particolarmente fragili - sottolinea il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin - rientra in un quadro di grande attenzione alle esigenze di salute espresse da una popolazione che invecchia e in cui aumenta il livello di cronicità. D'altronde la Farmacia dei Servizi è uno dei capisaldi del Patto per la Salute. Le farmacie costituiscono un patrimonio prezioso del servizio sanitario perché garantiscono con professionalità e capillarità l'accesso al farmaco in tutto il Paese, fin nelle zone meno popolate. E questa iniziativa ne è una dimostrazione''.

 

Con questo progetto, ''le farmacie si mettono ancora una volta al servizio della popolazione e in particolare delle fasce più deboli, gli anziani soli e i malati gravi privi di un'assistenza adeguata. Grazie alla capillarità della rete delle farmacie, questi soggetti fragili potranno ricevere a casa propria i medicinali di cui hanno bisogno'', afferma Annarosa Racca, presidente di Federfarma. I soggetti non in grado di camminare, per una patologia cronica o grave, e che non abbiano a disposizione persone che possano recarsi in farmacia, possono dunque chiamare il numero verde 800189521 (attivo i giorni feriali, dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle ore 18.00) e fornire all'operatore le generalità e l'indirizzo al quale recapitare il farmaco. Il servizio è gratuito. L'operatore del call center mette quindi in contatto telefonicamente il cittadino con la farmacia più vicina. Il servizio - che non è attivo nelle province di Cuneo e Genova - sarà pubblicizzato fino al 26 luglio sulle reti RAI, tramite uno spot tv promosso dal Segretariato sociale della RAI.

 

fonte: ansa