Creme solari, istruzioni per l'uso

Redazione DottNet | 22/07/2015 13:33

Non è vero che una protezione solare alta, ad esempio 50, da utilizzare soprattutto nelle prime esposizioni al sole non fa abbronzare. Ci fa anzi prendere colore con gradualità e in maniera più duratura, al contempo difendendoci e aiutandoci a non danneggiare la pelle. Non e' indicata solo per i bambini, ma anche per gli adulti, anche se occorre sempre ricordare che i piccoli vanno protetti di più e più attentamente, perché da uno studio emerge che il 75% dell'irraggiamento al quale ci si sottopone durante la vita e' assorbito durante l'infanzia e le ustioni solari da bimbi aumentano il rischio di melanoma

E' un falso mito, però, quello dei solari che durano un'intera giornata. Ecco alcuni veri e falsi miti sulla tintarella secondo la dottoressa Norma Cameli, responsabile di dermatologia estetica dell'Istituto dermatologico San Gallicano di Roma.

Per quanto riguarda i solari, occorre riapplicarli ogni due ore, dopo il bagno al mare ma anche dopo aver sudato. Non solo: e' importante ricordare che i solari hanno una data di scadenza e l'integrità dipende anche da come sono conservati, perché spesso tendiamo a lasciarli direttamente al sole oppure in borsa, o ancora in macchina dove col caldo possono alterarsi.  Occorre quindi accertarsi, prima di applicarli, che la consistenza sia omogenea e l'odore non sia rancido.

L'esperta spiega che e' un altro falso mito quello secondo cui la protezione solare non va applicata col tempo nuvoloso: ''E' vero che le nuvole fanno un filtro ma alle grandi altezze questo effetto filtrante e' solo del 20%", spiega infatti Cameli, che evidenzia come occorra proteggersi anche se si sta all'ombra. Mentre e' vero che il sole fa venire le rughe: l'80% del fotoinvecchiamento della pelle e' dovuto ai danni del sole e le zone più esposte sono viso e décolleté, che tendiamo a esporre più spesso anche quando non siamo al mare ma in città (e non solo in estate), così come e' vero che per favorire l'abbronzatura le carote sono un classico ma un aiuto può arrivare ad esempio dal te verde, o da integratori come il polypodium leucotomos, che ha anche un'azione riparatrice sul Dna cellulare. L'esperta ricorda poi come il sole vada preso gradualmente, l'ideale sarebbero 3-4 ore al giorno meglio se non quelle centrali, e che può esporsi con le dovute precauzioni anche chi ha dei nei, specificando che in generale "il rischio di melanoma aumenta col sole concentrato in poco tempo, ad esempio nel weekend" oltre che con le ustioni solari, in particolare da bambini.

"Un altro falso mito e' quello che gli intrugli casalinghi siano più sani ed ecologici dei solari, ma e' sbagliato'', aggiunge Cameli. Secondo la dermatologa, occorre anche accertarsi che nei solari siano contenuti filtri chimici (come cinnamati e sali cilati) per essere protetti da Uva, Uvb e infrarossi, mentre, relativamente ai capelli, "il troppo sole in estate può favorirne la caduta in autunno".

 

fonte: ansa