Il coraggio a soli 15 anni è degno di ammirazione e stima

Paola Conforto | 20/10/2015 10:02

La famiglia spesso è composta da persone unite da un senso di amore e affetto sconfinati.

Dirigere questa carica emotiva nella giusta direzione è un compito arduo e di improbabile efficacia. La volontà altrui non può essere condizionata dal giudizio del medico di fiducia anche se il paziente o la sua famiglia ci scambiano per un "confessore".

Quando vengono in studio è per parlare di un grave problema familiare.

Un padre con i suoi due figli. Lui è un grande lavoratore che segue sempre i figli con amore: una ragazza di 20 anni che vedo poco perché sempre stata in salute e un giovanotto allegro e iperattivo di soli 15 anni, che quando era più piccolo voleva usare lo stetoscopio per sentirsi il cuore o se io ero distratta si divertiva a premere il pedale che alza il lettino, aspettando con apprensione i miei rimproveri.

Oggi me li vedo tutti e tre con aria triste, riuniti davanti a me per parlare di un problema della madre dei ragazzi. Che dire: la signora ha già avuto degli episodi ossessivi-compulsivi, poi anche persecutori. Ma prima quando i figli erano piccoli e lei non stava bene, il marito era riuscito a compensare le sue carenze.

Adesso gli ultimi episodi sono eclatanti e i figli se ne sono accorti. Il padre fa una breve introduzione del problema, ma sono i figli a prendere la parola, a chiedere se è possibile fare qualcosa per curare la loro mamma, per guarirla.

È commovente, ma gli spiego che questo è un disturbo complicato da gestire, che ci saranno alti e bassi, ma che una guarigione definitiva sarà difficile.

Il primo passo sarebbe quello di far seguire la paziente da uno psichiatra che ne valuti lo stato e le necessità. Ma a questo punto il nostro giovanotto interviene dicendo che la madre si rifiuta di uscire di casa - gli altri familiari annuiscono mentre lui parla - così propone, parlando ininterrottamente, di simulare un suo malessere psicologico, tipo uno stato d'ansia, per convincere la madre ad accompagnarlo alla visita; così facendo, ma preavvisando lo psichiatra dello scambio di paziente, potrebbe riuscire a far visitare la madre.

Che inventiva! Che fantasia creativa a fin di bene! Ha coraggio il ragazzo, si espone in prima linea pur di aiutare la madre.

Be, le cose non sono andate proprio come voleva lui, ma si è comunque riusciti a far valutare la paziente da uno psichiatra, che l'ha subito messa in terapia farmacologica e psicologica.

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