La vitamina D può prolungare la remissione del morbo di Crohn

Medical Information Dottnet | 24/07/2015 10:18

E’ stato condotto uno studio clinico per stabilire l’efficacia clinica di un supplemento di vitamina D in pazienti con morbo di Crohn.

Un supplemento di vitamina D (VITD) può prolungare la remissione del morbo di Crohn (CD), tuttavia l'efficacia clinica e i meccanismi alla base di questo processo non sono chiariti.

Uno studio clinico recente, in doppio cieco, randomizzato e controllato con placebo, è stato condotto per determinare i cambiamenti della permeabilità intestinale (IP), della concentrazione del peptide antimicrobico (AMP) e dei marcatori di malattia del CD in risposta alla supplementazione di VITD.

Sono stati coinvolti nello studio 27 pazienti con CD in remissione assegnati a ricevere 2000 UI/die di VITD oppure placebo per 3 mesi. Nei pazienti è stata determinata la IP, la catelicidina plasmatica (LL-37 in ng/mL), la defensine-2 beta (hBD2 in pg/mL), l’attività della malattia (Disease Activity Index di Crohn (CDAI)), la proteina C-reattiva (CRP in mg/l), la calprotectina fecale (mg/g), la Qualità della vita (QoL) e i livelli sierici di 25-idrossivitamina D (25 (OH) D in nmol/L) a 0 e 3 mesi.

I risultati ottenuti hanno evidenziato che a 3 mesi, le concentrazioni di 25(OH)D erano significativamente più elevate nei pazienti trattati (p<0.001). L’analisi ha mostrato un aumento delle concentrazioni di LL-37 (p=0.050) e il mantenimento dei valori di IP nel gruppo in trattamento con la VITD. Al contrario, nel gruppo placebo, la permeabilità dell’intestino tenue (p=0.018) e quella gastro-duodenale (p=0.030) è aumentata rispetto ai valori basali. A 3 mesi, i pazienti con 25(OH)D≥ 75 nmol/L avevano una CRP significativamente inferiore (p=0.019), una qualità di vita migliore (p=0.037), concentrazioni superiori di LL-37 (p<0.001) e punteggi CDAI non significativamente più bassi (p=0.082), rispetto ai pazienti con livelli <75 nmol / L.

Il trattamento a breve termine con 2000 UI/die di VITD ha aumentato significativamente i livelli di 25(OH)D in pazienti affetti da CD in remissione e questo aumento è risultato associato ad un aumento delle concentrazioni LL-37 e al mantenimento della IP. Il raggiungimento di un livello di 25 (OH) D ≥ 75 nmol/l è stato accompagnato da livelli circolanti più elevati di LL-37, una migliore qualità della vita e una riduzione della CRP.

Riferimenti bibliografici:

Raftery T, Martineau AR, Greiller CL, Ghosh S, McNamara D, Bennett K, Meddings J, O'Sullivan M. Effects of vitamin D supplementation on intestinal permeability, cathelicidin and disease markers in Crohn's disease: Results from a randomised double-blind placebo-controlled study. United European Gastroenterol J. 2015 Jun;3(3):294-302.