Intestino malato per oltre 200 under 18 l'anno, diagnosi tardiva

Redazione DottNet | 19/12/2008 14:11

diagnosi intestino morbo-di Crohn

Un bambino può aspettare anche 10 mesi prima di vedersi diagnosticare una malattia infiammatoria cronica intestinale (Mici) come il morbo di Crohn. Tempo prezioso rubato alla cure e trascorso passando da uno specialista all'altro, fra mille sofferenze. Poiché il pediatra rileva dolori alle articolazioni o la diminuzione dell'appetito e il dimagrimento costante del piccolo, questi sintomi vengono spesso confusi con l’anoressia o con ritardi della crescita.

Quando si riconosce la vera causa delle sofferenze sono passati mesi dalla comparsa dei sintomi e la malattia è progredita ed è più difficile da gestire. Nella fascia d'età under 18 si registrano oltre 200 nuovi casi di Mici l'anno. Le malattie croniche intestinali hanno un’incidenza sempre maggiore anche fra i giovani, infatti, in 7 anni si è registrato un aumento del 50%. Vengono definite: 'Malattie del benessere'. In Europa la prevalenza di queste patologie è passata da 3 casi ogni 100 mila abitanti a 6-12. Ci si ammala già a 10-12 anni, ma circa il 20% delle forme pediatriche può esordire ancora prima. In totale i bambini e gli adolescenti con patologie croniche intestinali rappresentano il 20-25% di tutti i pazienti. Ma soprattutto per questa fascia d'età, c'è ancora molta confusione. La conseguenza è che per arrivare a una diagnosi di colite ulcerosa si può aspettare anche 6 mesi, 9 mesi per una colite indeterminata e fino a un anno per il morbo di Crohn. Per fare chiarezza e sensibilizzare i medici all'importanza della prevenzione la Società italiana di gastroenterologia epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp) ha deciso di dar vita a un documento condiviso.