Il fascino del camice bianco perde colpi: meno matricole. Così i test

Redazione DottNet | 27/07/2015 13:48

In attesa di novità sulle modalità di accesso ai corsi di laurea a numero chiuso, il vecchio sistema perde colpi e aspiranti matricole. Notevole il calo dei futuri medici.

È quanto emerge analizzando i dati divulgati dal Miur: a iscriversi sul portale Universitaly per i test d'ingresso a numero chiuso sono stati infatti quest'anno 79.451 studenti, contro i circa 90mila del 2014 e i ben 115mila del 2013. La flessione nei due anni interessa particolarmente i corsi di Architettura (-44%), poi quelli di Medicina (-28%) e di Veterinaria (-28%). Si tratta tuttavia di dati provvisori poiché c'è tempo fino al 31 luglio per completare le procedure di pagamento, pena la nullità della domanda. Il trend negativo delle iscrizioni tuttavia per gli studenti - fa notare il portale Skuola.net - non è una cattiva notizia: minore è la concorrenza, più facile sarà entrare.

 

 

ACCESSO PROGRAMMATO IN DECLINO - Già nel 2014 si notava un calo di registrazioni rispetto all'anno precedente (di circa il 20%), anche se allora l'indice venne puntato contro l'anticipazione dei test di ingresso ad aprile, in pieno clima da pre-maturità. L'ipotesi perde però oggi vigore se si guardano i dati del 2015 e quelli del 2013, quando i test sono stati organizzati nello stesso periodo. Di sicuro, allora, ha assunto un decisivo ruolo la riapertura delle iscrizioni dopo lo slittamento delle date dei test voluto dal ministro Carrozza subentrato a Profumo. Ha infatti comportato un boom di registrazioni "da seconda opportunità" che sono andate a sommarsi alle circa 96mila della prima tornata. In ogni caso, anche riferendosi ai primi iscritti provvisori del 2013, emerge un consistente declino: -18% di registrati complessivi.

 

 

CAMICE BIANCO FUORI MODA? - Nel 2013 i registrati su Universitaly per il Test Medicina erano stati circa 84.000 anche se poi, il giorno della prova, se ne presentarono 15.000 di meno. Stessa cosa nel 2014: se alla scadenza delle iscrizioni online i candidati erano quasi 70mila, all'appuntamento di aprile i partecipanti sono stati poco più di 63mila. Se la tendenza dovesse confermarsi anche il prossimo 8 settembre, data del test di ingresso, il numero di chi parteciperà al test sarà addirittura inferiore a quel 60.639 di iscritti segnalato oggi dal Miur: per la prima volta da anni si scenderà sotto quota 60mila partecipanti.

 

 

L'AVVENTURA DEL TEST DI MEDICINA - L'avvicendamento al Miur di 3 ministri negli ultimi 2 anni non ha reso le cose semplici ai futuri medici, tra novità e ripensamenti, falsi allarmi e cambiamenti last minute. Profumo stabilì date a luglio e l'avvento del bonus maturità per il test del 2013, ma la Carrozza prontamente riportò la prova a settembre e decretò la morte del bonus proprio in pieno svolgimento. E giù i ricorsi. Poi è stata la volta, nel 2014, dei test ad aprile e delle irregolarità, una fra tutte quella del famoso "plico di Bari" scomparso. Di nuovo ricorsi e, di conseguenza, i riammessi dal Tar e le aule che esplodono. Infine, il miraggio dell'abolizione dei quiz e l'adozione del modello francese ventilato dall'attuale ministro Giannini.

 

 

MENO ASPIRANTI MEGLIO E' - Per la gioia degli studenti tuttavia meno sono gli iscritti, maggiori sono le possibilità di entrare, anche tenendo conto del fatto che i posti disponibili sono sì in leggero calo, ma in misura minore rispetto alla moria di pretendenti. Così migliorano leggermente le probabilità di accesso per aspiranti medici e veterinari, calcolate in base al rapporto tra numero dei candidati (provvisori) e posti disponibili (9.513 per Medicina, 792 per Odontoiatria, 717 per Veterinaria, 7.802 per Architettura). Considerando che non tutti i registrati svolgeranno effettivamente il test, le probabilità di entrare andranno ancora a salire. Al termine delle iscrizioni online, nel 2014 il rapporto era 1 a 7 per Medicina e Odontoiatria, 1 a 2 per Architettura e 1 a 10 per Veterinaria. Rapporti che, a ora, per i test 2015 diventano 1 a 6 per Medicina, 1 a 10 per Veterinaria e 1 posto ogni 1,5 candidati per Architettura.

 

 

COME FUNZIONA IL TEST - La soluzione al problema? Puntare sull’orientamento. Così il Miur ha pubblicato un test di autovalutazione psicoattitudinale sul portale Universitaly.it. La redazione di Skuola.net ha svolto il test, che dura circa 15 minuti, per capire quali sono gli argomenti affrontati. Nel test si chiede di esprimere in numeri da 1 a 5 la vicinanza verso alcune affermazioni legate al percorso che si vuole intraprendere: ad esempio, le «caratteristiche del lavoro di medico», «la motivazione alla scelto di un corso in Medicina e Chirurgia» e infine sulle «capacità individuali». Alla fine della compilazione, in base alle risposte, viene fornito un prospetto riassuntivo che indica se si è più o meno consapevoli di alcuni aspetti della professione. Il questionario tuttavia non compromette il voto del test di ingresso per chi ha intenzione di farlo e non è nemmeno un mezzo per decidere istantaneamente il proprio futuro.


 

TROPPI DOTTORI: SICURI DELLA SCELTA? – Fare il medico nella vita vera è qualcosa di complesso: è quello che il test cerca di comunicare. Nella prima sezione le domande fanno riferimento proprio ad alcuni aspetti principali della professione come «orari e turni pesanti», «lavoro duro e pesante, mettendo in dubbio anche una delle certezze più comuni come il buon guadagno: nelle domande infatti si fa riferimento alla «scarsa retribuzione» a cui si potrebbe andare incontro.


 

MEDICO TRA PASSIONE E PROBLEM SOLVING - Andando avanti con il test, si passa alla motivazione che spinge verso questo tipo di lavoro. Un importante aspetto riguarda il grado di empatia con i pazienti e l’aspirazione di aiutare le persone, come alcune parti del questionario sottolineano («ci tengo agli altri e voglio aiutare e prendermi cura delle persone che hanno bisogno», «perché è una professione che mi consentirà di aiutare chi soffre»). Anche le soft skills come il problem solving o la capacità di lavorare sotto stress sono caratteristiche necessarie in un futuro medico: per questo il test chiede quanto ci si sente adatti ad «affrontare una situazione conflittuale senza perdere la calma», o «controllare l’ansia di fronte ad un problema».


 

MEDICO? SOLO SE PASSI IL COLLOQUIO – Da anni ormai la selezione dei futuri medici tramite l’accesso programmato è una questione delicata e motivo di dibattito. Iniziative come queste certo non devono essere discriminanti, ma potrebbero migliorare il modo in cui si scelgono dei professionisti consapevoli. Non è detto poi che questi metodi siano infallibili. Qualche tempo fa una proposta alternativa per selezionare i futuri medici è stata proposta da Giuseppe Remuzzi, primario di nefrologia e dialisi agli Ospedali Riuniti di Bergamo. Il primario era stato al centro di una vicenda “paradossale”, aveva svolto il test di ingresso a Medicina nel 2014, sbagliando 15 domande, proprio lui aveva specificato che ai suoi tempi se avesse svolto lo stesso esame non sarebbe diventato un professionista di successo. In quell’occasione dalle pagine del Corriere aveva dichiarato come nei test sottoposti non ci siano domande per capire “se il futuro medico saprà parlare agli ammalati e stargli vicino”, e fuori dalla polemica aveva proposto di inserire dei colloqui “che mi paiono l’unico modo per capire se e quanto un candidato è capace di ragionare su un argomento attinente al suo campo di studi”.


 


 

Fonte: ansa