Ripiano spesa farmaceutica di grossisti e titolari: no del Tar Lazio

Redazione DottNet | 28/07/2015 13:30

Ancora un no dal Tar Lazio sul ripiano della spesa farmaceutica 2013. La precedente bocciatura risale 25 marzo dopo il ricorso presentato da un’azienda produttrice che invalidava il payback dello sforamento registrato dalla spesa ospedaliera (è a carico per il 50% sul produttore). Ma è l'ultima sentenza che risulta particolarmente rilevante per le farmacie.

Il secondo no del Tar invalida la determina dell’Aifa datata 30 ottobre 2014, che dettava le modalità per il ripiano della spesa territoriale dell’anno precedente da parte di grossisti e titolari (sconto Ssn aumentato dello 0,74% per sei mesi, poi da maggio ulteriore sconto dello 0,64% senza limite di tempo).

Il provvedimento dell’Agenzia del farmaco era stato impugnato a novembre dai distributori di Adf e da otto imprese associate, per vizi formali ed errori nei «calcoli con cui si è giunti a stabilire lo sfondamento del tetto 2013». Al Tar sono bastate le carenze di forma, due in particolare. Per quanto concerne lo sconto semestrale dello 0,74%, pesa la mancata partecipazione dei grossisti al procedimento da cui è scaturita la determina di ottobre, procedimento nel quale l’Aifa aveva coinvolto soltanto le aziende produttrici; l’esclusione, osservano i giudici, «non risulta in alcun modo giustificata» dato che «avevano un concreto e personale interesse a intervenire al fine di far valere le proprie ragioni in ordine alla corretta quantificazione dei dati».

Per quanto concerne lo sconto fisso dello 0,64%, invece, il vizio risiede nella determina Aifa del 2007 dal quale originariamente deriva: la trattenuta, infatti, era stata introdotta in via temporanea per recuperare il payback delle aziende produttrici che avevano preferito il rimborso cash ai tagli di prezzo. A parere dei giudici, però, «non trova una base normativa legittimante né risulta razionalmente giustificata» la decisione dell’Aifa di «ripristinare con effetti permanenti» un sconto originariamente previsto «come una misura temporanea».

Il Tar, di conseguenza, ha disposto l’annullamento della determina del 30 ottobre che in tal modo dovrebbe cessare di avere effetto anche nei confronti delle farmacie. Sul provvedimento, in ogni caso, pende ancora un ricorso presentato da Federfarma.

 

 

fonte: federfarma

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