M5s: Conflitto d'interessi per l'Aifa, intervenga il ministro

Aziende | Redazione DottNet | 28/07/2015 13:29

L'Agenzia italiana del farmaco (Aifa) ''è fuori controllo: i regolamenti interni all'Agenzia consentono infatti di flirtare con le case farmaceutiche''. Lo affermano i deputati del Movimento 5 Stelle in commissione Affari Sociali, invitando il ministero della Salute a ''non restare a guardare''

''Le norme interne all'Aifa che dovrebbero regolare i potenziali conflitti di interesse - affermano i deputati commentando la risposta del ministero all'interrogazione, a prima firma Giulia Grillo, sulle verifiche dei componenti della Commissione tecnico scientifica e del Comitato rimborsi e prezzi dell'Aifa - sono un colabrodo. Non sappiamo se queste falle siano il frutto di mani incapaci o dolose, ma certamente il ministero della Salute dovrebbe prendere provvedimenti urgenti per indurre l'Agenzia a rivedere immediatamente la normativa interna perché, oggi, tra i suoi dipendenti e le case farmaceutiche possono intercorrere rapporti assolutamente sregolati".

 

Il rischio di conflitti d'interesse, denunciano, ''c'è ed è enorme: leggendo il Regolamento per disciplina del conflitto di interessi dell'Aifa, all'articolo 7, ad esempio, si afferma che la partecipazione di dipendenti dell'Agenzia a corsi-conferenze sponsorizzate da case farmaceutiche non deve essere dichiarata ufficialmente. Tale comunicazione deve invece avvenire solo nel caso in cui gli esperti ricevano un compenso dalle società eccedente i rimborsi spese direttamente riconducibili alla partecipazione del convegno''. Inoltre, l'articolo 13 del regolamento sul funzionamento della Commissione tecnico-scientifica e del Comitato prezzi, ''afferma che non possono partecipare alle decisioni sulla valutazione di un medicinale quei membri che siano stati pagati per aver partecipato allo sviluppo del medicinale in questione o a medicinali con le stesse indicazioni terapeutiche. E cosa accade invece per quelli con indicazioni terapeutiche diverse?''. In sostanza, concludono, ''i controlli sono a maglie estremamente larghe e i membri della Commissione e del Comitato hanno ampia libertà di interagire e stringere rapporti professionali, pagati, con le case farmaceutiche".

 

fonte: ansa

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