Prescrizioni, come evitare le sanzioni. Lorenzin chiarisce sui tagli

Redazione DottNet | 29/07/2015 10:38

Il medico potrà evitare le sanzioni sul salario accessorio in caso di prescrizioni inappropriate motivando le proprie decisioni. E' quanto precisano fonti del ministero della Salute in merito alla norma prevista nel Dl Enti locali. La norma prevede che in caso di prescrizione medica inappropriata, in quanto adottata fuori dai casi previsti dal decreto ministeriale in materia, il medico prescrittore può essere sottoposto a sanzione sulla retribuzione di risultato.

I medici dell'Anaao Assomed, il maggiore sindacato della dirigenza medica pubblica, sono pronti alla mobilitazione nazionale e chiedono una alleanza con i pazienti e i cittadini per salvaguardare il servizio pubblico. ''Le parole del Commissario Yoram Gutgeld nell'intervista a Repubblica di sabato scorso - commenta il Segretario Nazionale Anaao Assomed, Costantino Troise - annunciano che, ancora una volta, la sanità pubblica verrà assunta a bancomat del Governo.

Anche se dal 2010 al 2014 ha già dato 31 miliardi di euro e nel ddl enti locali si prevedono tagli per ulteriori 7 miliardi fino al 2017. In attesa dei fantastiliardi di minore spesa che dovrebbero derivare dall'efficientamento del sistema, per pagare meno Imu rischiamo di pagare più farmaci e visite mediche''.

Troise osserva che le dichiarazioni di Gutgeld stanno anche alimentando un dibattito surreale tra chi giudica fuorviante ed allarmistico il titolo dato all'intervista e chi sostiene che i famosi, e fumosi, dieci miliardi siano la quota prevista a carico della sanità sull'altare della riduzione delle tasse. Né il Ministro alla Salute aiuta a sciogliere il dilemma, parlando di risparmi pari a 10 miliardi, rieccoli, in 5 anni da investire su voci che elenca nel dettaglio. Di fatto però si inserisce nel frullatore mediatico l'idea della esistenza di sprechi enormi, per lo più legati al comportamento irresponsabile se non fraudolento dei medici, che alimentano l'iperconsumismo delle prestazioni sanitarie con la medicina difensiva. In riferimento alla quale nessuno assume l'impegno a fare uscire dai cassetti delle Commissioni parlamentari il ddl sulla responsabilità professionale portandolo ad una rapida approvazione''.

''Pagare di meno l'IMU e di più le visite mediche e i farmaci, distruggere diritti incomprimibili delle persone che costituiscono un prezioso patrimonio sociale -conclude - non ci sembrano obiettivi degni di un Paese civile''.

Tagliare esami e le visite inutili prescritti a scopo 'difensivo', per prevenire i contenziosi: l'obiettivo, dice il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, è abbattere la medicina difensiva, che costa 13 mld l'anno. E ai medici che protestano contro il taglio del salario in caso di prescrizioni inappropriate, replica: ''Ognuno risponda alle proprie responsabilità''. ''Abbiamo calcolato - spiega Lorenzin - che la medicina difensiva costa appunto una cifra pari a 13 mld di euro l'anno, il che significa 200 euro a testa di tasse pagate in più annualmente da ogni cittadino. Una cifra che invece potrebbe essere reinvestite, ad esempio, in prevenzione''. Rispetto poi alle proteste dei sindacati medici per la misura nel Dl enti locali che prevede appunto un taglio del salario a fronte di prescrizioni non necessarie, il ministro puntualizza:

''E' una sanzione che riguarda il salario accessorio. Si tratta di una forma di responsabilizzazione e va a disincentivare l'abuso prescrittivo, che costa queste cifre enormi. Alle polemiche replico che ognuno deve rispondere alle proprie responsabilità e non c'è alcuna volontà persecutoria nei confronti dei medici''. Riferendosi quindi al decreto che presto stabilirà i criteri sulla base dei quali potrà essere definita l'appropriatezza delle prescrizioni mediche, si tratta, ha spiegato Lorenzin, ''di valutazioni tecnico-scientifiche e ci confronteremo anche con le società scientifiche. Bisogna fare le prestazioni giuste e si può intervenire su tutte le patologie, soprattutto le croniche. Bisogna ridurre ad esempio gli sprechi nella diagnostica estensiva e reinvestire - ha concluso - sulla prevenzione''

 

Il Codacons difende il provvedimento del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che prevede penalizzazioni per i medici che prescrivono esami inutili. "La medicina difensiva crea un danno alla collettività perché porta ad uno spreco di risorse pubbliche immane, che si ripercuote poi sui conti pubblici con effetti negativi a catena per tutti - spiega il presidente Carlo Rienzi - Per questo difendiamo la misura voluta dal Ministro, ma al tempo stesso ricordiamo alla Lorenzin che anche i tagli operati al settore negli ultimi anni hanno prodotto un danno per i pazienti, attraverso un sensibile peggioramento della qualità del servizio reso e delle condizioni lavorative di medici e personale ospedaliero. Per questo riteniamo che il prossimo passo debba essere una riduzione dei tagli e un progressivo ripristino dei posti letto nelle strutture sanitarie, per cancellare l'osceno spettacolo di malati costretti ad estenuanti attese nei corridoi o su barelle improvvisate" conclude Rienzi.

 

Nessun taglio alla Sanità, bensì risparmi che si otterranno dall'applicazione del Patto per la Salute e che porteranno, secondo le stime, 10 miliardi in 5 anni: soldi che verranno reinvestiti nella Sanità stessa, per dare ai cittadini un servizio migliore.

Il ministro della Salute Beatrice Lorenzin sgombra il campo da quella che definisce una ''grande confusione'', alla vigilia del voto di fiducia al Senato sul Dl Enti locali che prevede varie misure per la Sanità. Non di tagli si tratta dunque, afferma con forza il ministro, ma di risparmi che deriveranno da misure per la razionalizzazione e la maggiore efficienza del sistema sanitario. Con una priorità: porre uno stop alla cosiddetta 'medicina difensiva', che costa ogni anno 13 miliardi di euro.

''Ribadisco - ha spiegato Lorenzin - che sono contraria a tagli, difenderò il fondo sanitario così com'è per il 2016 e difendo l'applicazione del Patto per la salute, che prevede che i risparmi non sono tagli: i risparmi che vengono effettuati grazie a misure di maggiore efficienza, infatti, vengono reinvestiti nel Servizio sanitario, e noi abbiamo già quantificato questi risparmi in 10 miliardi in 5 anni''. Al momento, precisa, ''non ci sono ipotesi di taglio, non mi risulta e ciò non mi è stato ventilato''. Va chiarito, puntualizza dunque il ministro, ''che il governo non ha deciso di tagliare la Sanità; il governo ha posto dei tagli agli enti locali e le Regioni hanno deciso che avrebbero rinunciato all'incremento del fondo sanitario. Nella legge di stabilità non c'era un taglio alla sanità e il governo non ha chiesto alle Regioni di tagliare la sanità''. Il punto, rileva, ''è che le Regioni avevano un taglio di oltre 4 mld e hanno deciso, non riuscendo a sostenerlo, di intervenire sul mancato incremento del fondo sanitario, e su questo punto io ho sempre detto di essere in disaccordo. Per me non era quella la strada''. Dunque, dice il ministro, ''i 10 miliardi di cui si parla in queste ore in relazione alla sanità non sono un 'taglio', bensì è il risparmio che possiamo ottenere in 5 anni applicando il Patto per la salute, con una riorganizzazione del sistema in termini di efficienza, controlli e verifiche, e si tratta di una somma da reinvestire nella salute in settori come l'innovazione e la ricerca, il personale e l'accesso ai nuovi farmaci. Chi pensa che verranno tagliati 10 mld - avverte - non ha capito''.

Lorenzin chiarisce quindi il senso dello stesso Patto per la salute: ''Bisogna individuare dei punti in cui si può rendere più efficiente il servizio e recuperare risorse, ma non è un taglio perchè non si può contabilizzare''. Si tratta dunque, insiste, ''di misure di efficientamento che non toccano i servizi ma che vogliono migliorarli''. Il vero 'taglio' al quale si punta è, invece, quello alle visite inutili prescritte spesso dai medici a scopo 'difensivo', per prevenire cioè i contenziosi con i pazienti: ''Abbiamo calcolato - spiega Lorenzin - che la medicina difensiva costa appunto una cifra pari a 13 mld di euro l'anno, il che significa 200 euro a testa di tasse pagate in più annualmente da ogni cittadino. Una cifra che invece potrebbe essere reinvestite, ad esempio, in prevenzione''. Rispetto quindi alle proteste dei sindacati medici per la misura nel Dl enti locali che prevede appunto un taglio del salario accessorio a fronte di prescrizioni non necessarie, il ministro puntualizza: ''E' una sanzione che riguarda il salario accessorio. Si tratta di una forma di responsabilizzazione e va a disincentivare l'abuso prescrittivo, che costa queste cifre enormi. Alle polemiche replico che ognuno deve rispondere alle proprie responsabilità e non c'è alcuna volontà persecutoria nei confronti dei medici''.

 

 

fonte: ansa

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