Urologia, micro tecnica supera la laparoscopia

Urologia | Redazione DottNet | 29/07/2015 14:07

Uno strumentario innovativo, del diametro di poco maggiore a quello di un ago, assemblato internamente all'addome, consente di asportare reni, anche per tumore, con solo 2 incisioni, anziché le 4-5 della chirurgia laparoscopica tradizionale

La rivoluzione è dietro l'angolo, tanto che la tecnica, utilizzata in anteprima presso il centro Urologico di Orbassano in Piemonte, promette di sostituirsi alle metodiche laparoscopiche attualmente utilizzate. La chirurgia si fa sempre più invisibile, con vantaggi estetici senza perdere in efficacia, anche per interventi importanti come l'asportazione di un rene o il trattamento di patologie benigne dell'organo, di norma, dal forte impatto sulla parete addominale. Lunghe incisioni, anche oltre i 20 centimetri, brutte cicatrici o ombelichi asimmetrici, esiti ricorrenti di interventi di alcuni anni fa, non saranno più una preoccupazione, neanche d'estate in tenuta balneare e sulle spiagge. Superato anche il traguardo della chirurgia laparoscopica mininvasiva che consentiva di operare con una serie di 4-5 incisioni di circa 1 cm, ora si aspira a due soli piccoli 'tagli' - uno per l'introduzione dell'ottica dotata di telecamera e l'altro per il montaggio dello strumentario - ancora più micro, secondo l'innovativa tecnica 'two-ports laparoscopy'.

 

Le "invisibili" incisioni aiutano da un lato a ridurre il dolore postoperatorio, dall'altro il traumatismo sulla parete addominale, ovvero il rischio di complicanze quali infezione della ferita chirurgica e il rilassamento della muscolatura (laparocele), frequenti in caso di incisione tradizionale. Cicatrici impercettibili aiutano il paziente nel superamento "emotivo" della malattia. Lo strumentario, si è dimostrato sicuro ed efficace in interventi di asportazione del rene (o di parte di esso) e masse surrenaliche, con la potenzialità di potere sostituire nel tempo la laparoscopia tradizionale. Questi strumenti innovativi proseguono così il cammino verso una chirurgia virtualmente senza cicatrici, o "scarless-surgery" secondo la dizione inglese.

 

 

fonte: ansa

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