Ricetta digitale, ritorna il decreto per la validità nazionale

Redazione DottNet | 29/07/2015 20:19

Dopo un anno si rivede la ricetta digitale affacciarsi sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni.

E’ lo schema di dpcm sulla ricetta elettronica, il tassello che ancora mancava alla digitalizzazione dell’assistenza farmaceutica. Una tessera tutt’altro che irrilevante: la bozza di decreto sancirà infatti dal 1 gennaio 2016 la validità nazionale della ricetta “paperless”, che potrà così essere spedita in una qualsiasi delle farmacie del territorio. A prescindere dall’Asl e dalla Regione cui appartiene l’intestatario. Non è dunque un caso che il decreto “rispunti” proprio ora: il ministero della Salute aveva già cercato di forzarne l’approvazione nella primavera dell’anno scorso, ma i ritardi registrati all’epoca dalla dematerializzazione consigliarono il rinvio.

Per assicurare la “circolabilità” nazionale della ricetta digitale, il dpcm definisce le modalità con cui le amministrazioni regionali dovranno procedere alle cosiddette compensazioni, ossia il rimborso dei farmaci che ogni Regione ha erogato per conto delle altre. In questa procedura le farmacie sono ovviamente parti interessate: lo schema di decreto, infatti, specifica che all’atto della dispensazione il farmacista è tenuto ad applicare i ticket e le esenzioni vigenti nella Regione di residenza dell’assistito. Per questo, il dpcm prevede che le amministrazioni forniscano «tempestivamente» al Sistema tessera sanitaria le informazioni necessarie. E nel caso in cui il farmacista non disponesse di tali dati (per inaccessibilità del sistema o inottemperanza della Regione) applicherà «la quota di partecipazione valida» nella propria Regione.

Tutto liscio dunque? Forse no. «Rispetto a un anno fa la dematerializzazione si è allargata a buona parte del Paese» commenta l’amministratore delegato di Promofarma, Gianni Petrosillo «però ci sono ancora due o tre Regioni che ancora devono partire – Sardegna, Calabria e Bolzano – e altre che hanno appena mosso i primi passi o stanno al palo, come Lazio, Molise o Puglia. Insomma, il decreto presume che da qui all’inizio del prossimo anno tutti siano già pienamente operativi, ma è legittimo avere qualche dubbio». Tutta da valutare, infine, la funzionalità della norma su ticket ed esenzioni, che suscita qualche interrogativo al pari della questione rimborsi.

 

fonte: sole24ore, federfarma