Irregolare negli Usa il 96% dei siti che vendono farmaci online

Redazione DottNet | 03/08/2015 12:53

Rapporto NABP, fenomeno sempre più diffuso su scala mondiale

Di 10.965 siti web analizzati che vendono farmaci online negli Stati Uniti, il 96,2% (10.544) risulta irregolare rispetto alle norme vigenti. Il 62% di questi siti "non consigliati" non fornisce un indirizzo fisico valido e quasi il 50% offre farmaci provenienti dall'estero o non approvati dalla Food and Drugs Administration (Fda). L'88,4% vende farmaci soggetti a prescrizione senza richiederne una validazione e il 91% è riconducibili a network di venditori illegali di farmaci. La conferma di "un fenomeno sempre più diffuso su scala mondiale" arriva da un recente rapporto della National Association of Boards of Pharmacy (NABP), organizzazione professionale che sostiene le commissioni statali per la farmacia, pubblicato oggi sul sito dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa).

Ancora "molto limitata purtroppo è la consapevolezza da parte dei cittadini del serio pericolo che si corre affidandosi a siti internet illegali", sottolinea Aifa che ribadisce la necessità "di una forte campagna di sensibilizzazione e di educazione destinata ai consumatori". Il problema, infatti, "non va considerato in termini di tutele brevettuali o danni economici, ma di salute pubblica". I medicinali contraffatti, prodotti in Paesi come Russia, Cina o India, contengono ingredienti in quantità diversa da quella dichiarata in etichetta, spesso di scarsa qualità o addirittura tossici, "come cera per pavimenti, veleno per topi, cemento, gesso, acido borico, catrame, vernici stradali e altri materiali potenzialmente tossici". Secondo l'Alliance for Safe Online Pharmacies (ASOP), organizzazione no-profit e partner di Aifa nel progetto di contrasto al fenomeno della vendita di farmaci contraffatti 'Fakeshare 2', il 50% dei farmaci venduti on line è falso, mentre secondo l'agenzia statunitense di controllo dei siti internet 'Legitscript' solo lo 0,6% delle 40.000 farmacie on line censite rispetta le norme.

 

fonte: ansa