Ricetta digitale, il 90% in sette regioni

Redazione DottNet | 05/08/2015 14:09

Procede velocemente la ricetta digitale in Italia

Sarebbero sette le Regioni nelle quali le ricette dematerializzate rappresentano ormai più del 90% del totale, la soglia che – secondo l’agenda digitale – il Paese dovrebbe raggiungere per la fine dell’anno prossimo. Altre sette, poi, sarebbero le Regioni che mostrano medie superiore al 60%, mentre quelle che in questi mesi hanno avviato le attività per la ricetta dematerializzata raggiungeranno il traguardo del 60% entro la fine dell’anno. Il quadro l’ha fornito ieri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, in risposta a un’interrogazione al Senato sulla digitalizzazione delle prescrizioni. «I dicasteri della Salute e dell’Economia» ha detto in particolare Lorenzin «conducono costantemente il monitoraggio per la verifica dello stato di avanzamento della ricetta dematerializzata presso le Regioni, sulla base dei piani di diffusione da loro presentati e tenuto conto degli obiettivi stabiliti dalla vigente disciplina normativa in tale materia. Nell’ambito di tale monitoraggio, vengono analizzate le criticità che le Regioni riscontrano nell’attuazione dei piani, con l’obiettivo di fornire ogni utile indicazione per il loro superamento».

Nella stessa occasione il Ministro ha replicato anche a un’interrogazione dedicata al caro-prezzi dei farmaci veterinari. Secondo i firmatari, un freno ai rincari di tali prodotti – che arrivano a costare anche il doppio del corrispondente per uso umano con lo stesso principio attivo – potrebbe metterlo una disposizione che obbligasse i veterinari a prescrivere soltanto per principio attivo, come peraltro chiede una petizione lanciata on line dall’Enpa (l’Ente protezione animali) qualche mese fa. Per il ministro Lorenzin, invece, un provvedimento di questo genere «potrebbe comportare un pericolo per la salute animale e per quella pubblica» perché «la sostituibilità tra i medicinali in ambito umano non può essere applicata anche nel settore veterinario».

 

 

fonte: federfarma