La paura dell'errore blocca il medico

Redazione DottNet | 20/12/2008 14:00

Paura in sala operatoria, di sbagliare, di essere denunciati, al punto da evitare i casi troppo difficili: è forse questo l'effetto più pericoloso della cosiddetta medicina difensiva, l'aumento del contenzioso medico-paziente.

E' quanto emerso da un'indagine promossa dalla Società Italiana di Chirurgia (SIC), coordinata da Gabrio Forti, della Facoltà di Giurisprudenza dell'Università Cattolica del S.C. di Milano e Maurizio Catino, dell'Università di Milano Bicocca. L'indagine, sulla base di un questionario cui hanno risposto 307 chirurghi, svela che l'82,8% dei chirurghi nell'ultimo mese di lavoro ha scritto in cartella clinica note evitabili, riportate solo per paura, il 69,8% ha proposto il ricovero di un paziente in realtà non necessario, il 61,3% di aver prescritto un numero di esami diagnostici non necessari, il 58,6% di aver richiesto inutili e ridondanti visite da altri specialisti. E non è finita, il 51,5% degli intervistati dichiara di aver prescritto farmaci non necessari, il 26,2% di aver evitato 'casi difficili', oltre le normali regole di prudenza, per il timore di un insuccesso e di dover sostenere una causa a seguito di questo. Se si vogliono evitare errori sanitari, ''è necessario liberare i medici della paura di doverne rispondere penalmente e civilmente. E' necessario riformare la gestione del rischio clinico, altrimenti si continuerà a non dare risposte concrete nè ai pazienti nè ai medici'', ha commentato Ferruccio Fazio, sottosegretario al Welfare, durante il seminario sulla responsabilità professionale nell'attività sanitaria, organizzato dalla Federazione degli ordini medici Fnomceo. ''Il problema del rischio clinico - ha detto - è grave sia in termini di salute pubblica che in termini economici, visto che la medicina difensiva si mangia ogni anno 15 miliardi di euro, in esami inutili e dannosi per il paziente. Inoltre i rimborsi per chi è stato danneggiato sono lentissimi, arrivano in media dopo sette anni e solo al 10-20% delle persone''. Il Governo e il Parlamento stanno lavorando su più fronti per migliorare le cose. ''Abbiamo - ha continuato Fazio - definito i compiti dell'Agenas, che dovrà creare un sistema per le regioni di controllo dei ricoveri, della diagnostica, dei servizi e misurare il numero di prestazioni fatte dal medico in orario di lavoro. Sugli errori sanitari il Ministero ha avviato un sistema di informazione, che monitorerà gli eventi sentinella, i sinistri e le polizze assicurative''. La Fnomceo ha preparato un pacchetto di proposte, già presentate anche al Governo, che contiene questo punto, così come ''il maggiore impiego di strumenti stragiudiziali per la risoluzione delle controversie - ha spiegato il presidente Amedeo Bianco - e la creazione di un albo di periti medici per la valutazione della colpa medica, che dovrà essere valutata da un collegio composto da un medico legale e più specialisti''.

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