Omceo Milano, le norme sulla responsabilità vanno riviste

Redazione DottNet | 24/08/2015 14:23

Il presidente dell'Ordine di Milano scrive al ministro Lorenzin denunciando la disparità di trattamento tra medici dipendenti e liberi professionisti

C'è "una preoccupante diversità di trattamento in materia di responsabilità professionale tra medici dipendenti o convenzionati con il Servizio Sanitario Pubblico e i liberi professionisti". A dirlo è il presidente dell'Ordine dei Medici di Milano, Roberto Carlo Rossi, in una lettera che ha inviato al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Nella lettera, in cui Rossi esprime "apprezzamento per il documento messo a punto dalla Commissione per le Problematiche in Materia di Medicina Difensiva" e ne sollecita "una rapida traduzione legislativa", ma ricorda che "in Parlamento giacciono ben otto progetti di legge, alcuni davvero buoni, per risolvere l'annosa questione della medicina difensiva e della responsabilità professionale del personale sanitario, senza però che la discussione venga messa all'ordine del giorno".

Alcune categorie di medici, prosegue il presidente dell'Ordine di Milano, "sono particolarmente funestate dal problema: i Chirurghi in genere, gli Ortopedici, i Ginecologi, i Medici che lavorano in Medicina d'Urgenza. La medicina difensiva rosicchia un'importante fetta della spesa sanitaria e pensare di arginarla istituendo nuove note limitative della prescrizione, come le famigerate note AIFA sulla prescrizione di farmaci, è semplicemente utopico, oltre che sbagliato". Oltretutto, "la parte più preoccupante è la medicina difensiva negativa o d'astensione, e cioè quella che fa astenere noi medici dall'intraprendere terapie particolarmente di frontiera per curare casi complessi per paura di contenziosi legali". Questi principi, conclude Rossi, vanno difesi "unitariamente non solo da tutti i medici, ma anche da tutti i cittadini, perché rischia di minare il loro diritto ad avere sempre e dovunque le cure più adeguate".

 

fonte: omceo Milano