Influenza, ecco il nuovo ceppo. Il vaccino universale è vicino

Redazione DottNet | 25/08/2015 16:54

Identificati i nuovi ceppi della prossima influenza, prevista per l'autunno. Per il vaccino universale, i primi test sugli animali hanno dato risultati incoraggianti

 

Identificati i ceppi della nuova influenza che arrivera' come ogni anno nel prossimo autunno: la presenza fra questi di A H1N1, isolato in California nel 2009 e ancora aggressivo, e' considerata una 'anomalia'. Resta valido l'appello di sempre a vaccinarsi. "E' una situazione inusuale, perché in genere i virus dell'influenza cambiano frequentemente, mentre per la prima volta lo stesso virus continua a tenere banco da 5 anni. In questa situazione è difficile fare previsioni sull'intensità e severità dell'influenza che verrà, dato che normalmente l'aggressività degli stessi virus diminuisce da una stagione all'altra, ma questo virus ha mantenuto la propria pericolosità, tanto che ha causato quasi un terzo dei decessi e dei casi gravi dovuti all'influenza nella scorsa stagione".

 

Lo spiega Stefania Salmaso, direttrice del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che sottolinea: "la vaccinazione è l'unico strumento di prevenzione disponibile". L'influenza ogni anno si presenta in epidemie stagionali dovute a virus trasformisti capaci di rimescolarsi e modificarsi in continuazione. Per questo ogni anno l'Oms conduce un attento monitoraggio sui ceppi identificati nelle persone ammalate e a febbraio decide quale sarà la composizione del vaccino antinfluenzale per l'emisfero settentrionale del successivo anno, ovvero identifica quali virus hanno più possibilità di circolare. "L' A H1N1 - conclude l'esperta - sarà quindi ancora incluso nel vaccino della prossima stagione. Oltre a questo, il vaccino conterrà proteine da altri due ceppi: di un ceppo A H3N2 isolato in Svizzera e di un ceppo B Pukhet di origine asiatica".

 

Se fino ad ora la ricerca di un vaccino universale contro l'influenza si è rivelata un insuccesso è stato per la continua capacità del virus di mutare e produrre nuovi ceppi. Un ostacolo che potrà presto essere superato grazie al lavoro di due diversi gruppi di ricercatori, che hanno lavorato, parallelamente ma non insieme, allo sviluppo di un vaccino che offre una copertura completa, e in prospettiva anche dalle varie mutazioni del virus.



Pubblicate sulle riviste Science e Nature Medicine, entrambe le ricerche sono state fatte su animali, quali topi, scimmie e furetti. In particolare, il gruppo del Crucell Vaccine Institute di Leiden, coordinato da Jaap Goudsmit, ha puntato ad un vaccino capace di stimolare la produzione di alcuni anticorpi a largo spettro, capaci di neutralizzare il virus. ''Scoperti nel 2008 - spiega Goudsmit - questi anticorpi si sviluppano solo per poche settimane dopo aver contratto l'influenza e offrono una grande protezione contro i vari ceppi dell'influenza''. L'idea dei ricercatori olandesi è stata di utilizzarli per attaccare una proteina del virus dell'influenza, la emoagglutinina (Ha), nella parte non soggetta a mutazioni.



''Questa proteina - riferisce l'italiana Antonietta Impagliazzo, primo autore dello studio - consente al virus influenzale di attaccarsi alle cellule dell'organismo che infetta. E' composta da due parti, la testa che è soggetta a mutazioni, e il corpo o stelo che rimane stabile''. Da qui l'idea di usare gli anticorpi a largo spettro per attaccare il corpo della proteina e non la testa, come avviene nei vaccini finora usati, ''in modo da poter neutralizzare vari tipi di virus influenzali. Noi abbiamo creato - continua Impagliazzo - una molecola priva di questa testa variabile e dotata solo del corpo. L'abbiamo così testata sulle scimmie, ottenendo un'immunità molto alta contro i virus H1N1 e H5N1 dell'influenza''. L'altro gruppo di ricercatori invece, coordinato da Gary Nabel del National Institute of Health, ha creato un vaccino a base di nanoparticelle contro un sottotipo del virus influenzale, ottenendo una protezione completa nei topi e parziale nei furetti. Anche in questo caso il vaccino ha stimolato la produzione degli anticorpi capaci di attaccare la parte stabile della proteina Ha. La speranza dei ricercatori è di poter arrivare in un prossimo futuro a creare un vaccino universale, cioè capace di proteggere da tutti i diversi virus influenzali e le loro eventuali mutazioni, senza più costringere le aziende farmaceutiche a rivedere la composizione del vaccino, e garantendo una protezione al 100% ai possibili malati.

 

 

fonte: Science e Nature Medicine, ansa

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