Renzi, così taglieremo le tasse su case e immobili strumentali

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 28/08/2015 19:50

Il premier detta la ricetta sui tagli di Imu e Tasi sulla prima casa. Giù le imposte anche per gli immobili strumentali

L'annuncio del premier, Matteo Renzi, di voler togliere ogni imposizione sulla prima casa (''via la Tasi e l'Imu per tutti'') apre il primo dibattito sulla Legge di Stabilità che, trovata una prima mediazione politica, vedrà la luce il 15 ottobre. Poi ci sarà tempo comunque fino a dicembre inoltrato per eventuali modifiche parlamentari. Intanto un 'assist' arriva dal presidente di Confindustria al Governo: "a uno che dice che riduce le tasse noi facciamo un tifo spietato - dice Giorgio Squinzi - l'importante adesso è trovare i modi con cui finanziare questa riduzione".

 

Intanto insieme alla discussione sulla prima casa anche un altro argomento sembra particolarmente 'gettonato' in questo inizio dibattito di fine agosto: la proroga o meno della decontribuzione per le nuove assunzioni e anche se i fondi fin qui stanziati siano o meno sufficienti. Per quanto riguarda la prima casa è intenzione di Renzi procedere ad un'abolizione tout court. Il che, oltre a un effetto di alleggerimento fiscale, avrebbe (nel caso di una misura estesa) anche un effetto di semplificazione. Soprattutto in vista della revisione dell'intera materia verso la Local Tax (anche questa dovrebbe essere in manovra). Il ragionamento è che la misura 'base' costerebbe circa 4 mld (inclusa l'Imu agricola e i macchinari); includendo anche le case di lusso (ville e castelli) il costo si alzerebbe di pochissimo (pagano in tutto meno di 100 milioni).

 

Ma proprio qui arrivano i distinguo. Il sottosegretario all'Economia, Enrico Zanetti, che parla però anche come segretario di Scelta Civica, ad esempio, va ripetendo da giorni che l'intervento dovrà essere 'selettivo'. Quindi mai riguardare appunto ville e castelli. E poco tempo fa forniva anche una sua 'ricetta' che prevede una riduzione parziale da 2,2 miliardi invece dell'azzeramento. Con il 'risparmio' "possiamo rendere deducibile al 100% l'Imu degli immobili strumentali dal reddito di impresa (oggi la deducibilita' e' limitata al 20%)". Oggi anche il viceministro all'Economia, Enrico Morando, in un'intervista ad Affaritaliani.it sembra frenare. Verrà abolita la tassazione anche su ville e castelli? "Cerchiamo di avere il senso delle proporzioni", afferma Morando. "Stiamo parlando di un'imposta che riguarda l'82% delle famiglie italiane che abitano in una casa di proprietà e che hanno pagato l'Imu-Tasi. L'annuncio del presidente del Consiglio e l'impegno del governo è che dal 2016 questo non accada più. Il resto, i castelli, le ville, etc... lo vedremo più avanti".

 

E i terreni agricoli? "L'Imu sui terreni agricoli verrà abolito. Questo è quello su cui ci siamo impegnati e per il quale andranno trovate le risorse". Infine il dibattito sugli incentivi alle assunzioni che, alimentato anche dai dati 'sbagliati' diffusi dal ministero sulle nuove assunzioni 'stabili', è decisamente caldo. Oggi lo rilancia la stampa ipotizzando che i fondi siano agli sgoccioli e che il governo potrebbe essere addirittura costretto ad una manovra. Ipotesi non peregrina quella dei fondi insufficienti tanto che la Fondazione dei Consulenti del Lavoro calcolava ad aprile che i contratti a tempo indeterminato stipulati nel 2015 (ma le agevolazioni vanno anche alle 'trasformazioni') potrebbero essere 1.150.000 e un costo complessivo di 4 miliardi e 745 milioni. Quindi rispetto allo stanziamento di 1,8 miliardi del Governo per quest'anno mancherebbero circa 3 miliardi. E stando agli ultimi dati diffusi dall'Inps relativi al periodo gennaio-giugno è già noto che gli assunti con gli sgravi contributivi sono stati già 674.000. E mancano ancora 6 mesi alla fine dell'anno.

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