Oltre 1,7 milioni d'italiani in ospedali per incidenti domestici

Redazione DottNet | 01/08/2008 09:42

Casa dolce casa? Non sempre, almeno stando all'ultimo rapporto sugli incidenti domestici elaborato dall'Istituto superiore di sanità (Iss), secondo il quale sono 1,7 milioni gli italiani che ogni anno finiscono al pronto soccorso per un incidente avvenuto tra le mura domestiche.

Di questi 130.000 vengono ricoverati, mentre 7.000 non sopravvivono. Secondo il rapporto Iss, stilato sulla base dei dati relativi al biennio 2005-06, la prima causa di ricovero è la caduta (oltre il 70% dei casi): le principali vittime dei ruzzoloni sono gli ultrasessantacinquenni (75%), e per lo più si tratta di donne (56%). Altre cause quali il rischio di soffocamento, l'avvelenamento e l'intossicazione sono, sempre dopo la caduta, le prime cause di ricovero per i bambini da uno a quattro anni (rispettivamente, il 9% e il 7% dei ricoveri). Gli uomini, secondo l'Iss, hanno il 35% di probabilità in più rispetto alle donne di finire al pronto soccorso per incidente domestico, ma solo fino ai 75 anni. Da questa età in poi, infatti, il rapporto si inverte e il rischio diventa maggiore per le donne (+38%).I gruppi a maggiore rischio nella popolazione rimangono comunque i bambini in età prescolare e gli anziani. I luoghi dell'abitazione in cui avvengono il maggior numero di incidenti sono gli spazi esterni alla casa: in giardino e in cortile, infatti, avviene il 28% degli incidenti domestici. Questo per effetto delle cadute, delle ferite da taglio e punta e degli urti. Il 18% degli infortuni avviene poi in locali interni come la camera da letto e il soggiorno, seguiti dalla cucina (13% dei casi), dalle scale (9%) e dal bagno (4%). La maggior parte degli infortunati, secondo l'Iss, ha un'età compresa tra i 15 e i 64 anni (56%), e più della metà è donna. In genere le vittime sono interessate da lesioni non gravi, e nell'80% dei casi vengono classificate al pronto soccorso con il codice di priorità bianco o verde. Un discorso a parte meritano bambini e anziani, che nel 30% e più dei casi necessitano di un'assistenza immediata. All'arrivo al pronto soccorso, per il 59% dei casi viene diagnosticato un trauma superficiale, per il 12% fratture o schiacciamenti, per l'8% lussazioni e distorsioni degli arti, per il 3,5% di trauma cranico e per il 2% di ustioni. Silvio Garattini, direttore dell'Istituto Mario Negri, ricorda che ogni sei secondi muore una persona per cause ricollegabili al fumo. ''Il tabacco - dice - è responsabile di un decesso su 10 al mondo e si stima che entro il 2030 le morti legate al fumo andranno oltre gli 8 milioni all'anno, l'80% dei quali in paesi in via di sviluppo. In Italia - per Garattini - i fumatori sono di meno, ma voglio sottolineare è che c'è una generazione di italiani, quella fra i 40 e i 60 anni, che sono ad alto rischio di essere colpiti dalle malattie fumo-correlate in quanto consumatori di tabacco da lungo tempo''. Purtroppo, fra i dati della Doxa ce n'è uno che dovrebbe far meditare, ben il 75% dei fumatori intervistati dice di non essere intenzionato a smettere.

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