Test di accesso alle università: calano medici e infermieri

Professione | Redazione DottNet | 31/08/2015 17:41

Boom d'iscritti alla prova per diventare logopedista e dietista, settori che offfrono maggiori opportunità di occupazione

Dai medici ai dentisti, dagli infermieri ai radiologi: continua a calare il numero di giovani che intraprendono gli studi universitari per cercare di entrare nel mondo della sanità pubblica italiana, mentre "alcune branche come fisioterapia, logopedia e nutrizione, che hanno maggiori sbocchi nella libera professione, segnano un boom di richieste, con +5, +8 e +12% dei candidati al test di ammissione". A fare il punto, pochi giorni prima del test d'ingresso per le facoltà a numero programmato, è Angelo Mastrillo, segretario Conferenza Nazionale Corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie.

Il 2015 vede calare del 5,5% le domande di iscrizione alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, che comprende anche gli iscritti a odontoiatria: a sostenere il test, il prossimo 8 settembre, saranno 60.639 candidati, lo scorso anno erano 64.197. Sono invece l'1% in meno rispetto al 2014, ovvero circa 84.000, i candidati iscritti alla prova di ammissione ai Corsi di Laurea per le Professioni Sanitarie che si terrà il 4 settembre e che si contendono i 24.439 posti messi a bando dalle Università statali. "Per le professioni sanitarie la flessione è contenuta rispetto agli anni passati", aggiunge Mastrillo, che ha condotto la rilevazione. "Niente a che vedere con la grande perdita del 17% dei candidati che si era avuta nel 2014 rispetto al 2013, anno in cui i candidati erano stati 102.000. E ancor prima del -11% nel 2013 rispetto al 2012".

Tuttavia le differenze sulle 22 professioni sono molte: rispetto allo scorso anno vedono un ulteriore calo quella di Infermiere e Tecnico di Radiologia, con circa il -7%. Mentre, prosegue Mastrillo, "si rilevano aumenti per Dietista ed Educatore che vedono aumentare gli iscritti del 12%". Bene anche Logopedia, +8%, e Fisioterapia, +5% degli studenti. "A forza di non assumere più nella sanità pubblica, come conseguenza di anni di piani di rientro in molte regioni - conclude l'esperto - le professioni di infermiere e medico perdono appeal, mentre quelle che hanno maggiori sbocchi occupazionali nella libera professione presso studi privati, come riabilitazione e la nutrizione, vedono aumentare la loro attrattività".

 

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