L’irradiazione linfonodale regionale nel carcinoma mammario

Medical Information Dottnet | 03/09/2015 16:23

I risultati di uno studio hanno mostrato che l’irradiazione linfonodale regionale migliora la sopravvivenza e riduce la mortalità.

Non è noto l'effetto dell’irradiazione del linfonodo mammario interno e mediale sopraclavicolare (irradiazione linfonodale regionale) in aggiunta all’irradiazione di tutta la mammella oppure della parete toracica, dopo intervento chirurgico, sulla sopravvivenza nelle donne con tumore al seno allo stadio iniziale.

Dal 1996 al 2004, sono state coinvolte in uno studio 4004 donne che hanno avuto un tumore primario in posizione centrale o mediana, a prescindere dal coinvolgimento ascellare oppure un tumore situato esternamente con coinvolgimento ascellare. Le pazienti sono state assegnate in modo casuale a sottoporsi ad irradiazione dell’intero seno o della sola parete toracica in aggiunta all’irradiazione linfonodale regionale (gruppo dell’irradiazione linfonodale) oppure soltanto dell’intera mammella o della parete toracica (gruppo di controllo). L'endpoint primario è stata la sopravvivenza globale, mentre gli endpoint secondari la percentuale di sopravvivenza in assenza di malattia, la sopravvivenza senza malattia a distanza e la morte per cancro al seno.

La maggior parte delle pazienti (il 76.1%) si è sottoposta alla chirurgia conservativa del seno. Dopo mastectomia, il 73.4% delle pazienti di entrambi i gruppi sono state sottoposte ad irradiazione della parete toracica. Quasi tutte le pazienti con malattia linfonodo-positiva (99.0%) e il 66.3% delle pazienti con malattia linfonodo-negativa hanno ricevuto una terapia sistemica adiuvante. Ad un follow-up mediano di 10.9 anni, 811 pazienti sono morte. A 10 anni, la sopravvivenza globale è stata dell’82.3% nel gruppo sottoposto ad irradiazione linfonodale e dell’80.7% nel gruppo di controllo (rapporto di rischio con l’irradiazione linfonodale, 0.87; intervallo di confidenza [IC] del 95%, 0.76-1.00; p=0.06). La percentuale di sopravvivenza senza malattia è stata del 72.1% nel gruppo sottoposto ad irradiazione linfonodale e del 69.1% nel gruppo di controllo (rapporto di rischio per la progressione della malattia o per la morte, 0.89; CI 95%, 0.80-1.00; p=0.04), la percentuale di sopravvivenza senza malattia a distanza è stata del 78.0% rispetto al 75.0% (rapporto di rischio, 0.86; CI 95%, 0.76-0.98; p=0.02), e la mortalità per cancro al seno è stata del 12.5% contro il 14.4% (rapporto di rischio, 0.82; 95% IC, da 0.70 a 0.97; p=0.02). Gli effetti collaterali acuti dell’irradiazione linfonodale regionale sono stati modesti.

Nei pazienti con carcinoma mammario in stadio precoce, l'irradiazione dei linfonodi regionali ha avuto un effetto marginale sulla sopravvivenza globale. La sopravvivenza in assenza di malattia e la sopravvivenza libera da malattia a distanza sono risultate migliorate. La mortalità per cancro al seno è stata ridotta.

Riferimenti bibliografici:

Poortmans PM, Collette S, Kirkove C, Van Limbergen E, Budach V, Struikmans H, Collette L, Fourquet A, Maingon P, Valli M, De Winter K, Marnitz S, Barillot I, Scandolaro L, Vonk E, Rodenhuis C, Marsiglia H, Weidner N, van Tienhoven G, Glanzmann C, Kuten A, Arriagada R, Bartelink H, Van den Bogaert W; EORTC Radiation Oncology and Breast Cancer Groups. N Engl J Med. 2015 Jul 23;373(4):317-27.