Spazzolino e filo interdentale per tenere lontano l’infarto

Odontoiatria | Roberto Bruno | 04/09/2015 09:55

La bocca pullula di batteri, la maggior parte dei quali innocui.

Tuttavia, alcuni scienziati finanziati dall’UE hanno dimostrato che spesso essi trovano modo di penetrare nelle arterie, restando dormienti fino a quando qualche fattore scatenante attribuisce loro un ruolo nell’attacco di cuore.

Il Consorci Institut Catala de Ciencies Cardiovasculars (ICCC) in Spagna è stato tra i primi a dimostrare un’associazione tra batteri invasivi dormienti e tessuto degenerativo sulle pareti delle arterie.

Gli scienziati dell’ICCC hanno anche sviluppato per la prima volta un metodo per isolare e creare colture di patogeni batterici ricavati da tessuti di pazienti.

Il gruppo ha recentemente completato il lavoro su uno studio finanziato dall’UE relativo a pazienti sottoposti a chirurgia per l’ostruzione di arterie.

I risultati del progetto CARDIOMICROBIOME (“Discovery of atherosclerosis microbiome: Systems biology of cardiovascular pathogenesis”) indicano un ambiente microbico diverso nel tessuto arteriosclerotico rispetto a quello presente nel tessuto vascolare sano.

Tale condizione potrebbe spiegare in parte perché l’arteriosclerosi non sempre segue il profilo di paziente associato a ipertensione, iperlipidemia, diabete e fumo. In particolare, l’impiego di sonde molecolari avanzate ha consentito di evidenziare per la prima volta, all’interno dello stesso individuo, la presenza elevata di specie batteriche rispetto a un campione simile di tessuto sano.

Di tali batteri è nota la caratteristica di indurre coaguli nel sangue.

Ciò porta a un modello in cui, diversamente dalla bocca, i batteri nelle arterie passano relativamente inosservati per un lungo periodo, causando un’infiammazione cronica a bassa intensità.

A un certo punto, un fattore scatenante ancora non chiaro fa loro assumere un ruolo nell’attacco cardiaco o nell’ictus.

I dati corroborano anche i precedenti risultati ottenuti dallo stesso gruppo di ricerca, da cui emerge la presenza di batteri periodontali nelle arterie carotidi, le grandi arterie nel collo che portano il sangue dal cuore al cervello.

In tal modo si forma un collegamento potenziale tra l’igiene orale e malattie correlate al cervello, ad esempio l’attacco ischemico e le malattie neurodegenerative, per cui è necessario indagare ancora.

I risultati di CARDIOMICROBIOME sono importanti per numerose ragioni.

Il legame tra l’igiene orale e la salute cardiovascolare indica una via diretta per la prevenzione di malattie cardiovascolari attraverso una maggiore cura dei denti e delle gengive.

L’identificazione dei batteri presenti nelle placche arteriose dischiude prospettive di utilizzo di antibiotici per il trattamento dell’arteriosclerosi.

Infine, la dimostrazione di specie batteriche della bocca presenti nel sangue evidenzia la possibilità di insediamento di tali batteri praticamente in qualsiasi parte del corpo.

Il progetto ha dato risposta a significative domande e, come dovrebbe fare ogni ricerca valida, ne ha identificato di nuove, nonché la direzione di studi futuri.

Nella pratica, non è possibile sottostimare i potenziali benefici per i costi sanitari e la morbilità dei pazienti.

 

© Unione europea, 1994-2015

Fonte: CORDIS, http://cordis.europa.eu/

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