Gli ultimi aggiornamenti sulla neurochirurgia dei nervi periferici

Neurologia | Redazione DottNet | 14/09/2015 09:36

La Dott.ssa Garozzo, neurochirurgo, ha sottolineato i risultati degli ultimi studi e l’importanza di una formazione adeguata in materia.

Secondo la Dott.ssa Debora Garozzo, neurochirurgo presso l’Ospedale di Rovigo, la chirurgia endoscopica nel tunnel carpale sembrerebbe esporre a un maggiore rischio rispetto a quella aperta e non ci sono evidenze conclusive che portino ad introdurre la chirurgia endoscopica nella chirurgia dei nervi periferici. In base a tali evidenze, l’open surgery  rappresenta  attualmente la terapia migliore.

La dottoressa ha ribadito che nelle scuole di specializzazione italiane manca una formazione teorica adeguata sulla chirurgia dei nervi periferici e ha sottolineato l’importanza dello studio condotto dal Prof.Mariano Socolovsky, presidente del comitato di neurochirurgia dei nervi periferici, che verte sul rapporto tra indice di massa corporea e la possibilità di recupero neurologico. Dallo studio emerge effettivamente una correlazione tra la massa corporea e le capacità di recupero neurologiche quali ad esempio la funzione di recupero della spalla.

Inoltre, l’esperta ha posto l’attenzione su un interessante ricerca in merito alle patologie tumorali e ha ribadito che la biopsia dei nervi nel 90% dei casi è inconcludente e in  più provoca un deficit al paziente. La Dott.ssa Garozzo si è soffermata anche sulla cura dei pazienti affetti da neurofibromatosi che devono essere sottoposti ad un monitoraggio sistematico per prevenire la trasformazione maligna di lesioni presistenti benigne.  Oggi è possibile asportare una lesione maligna senza necessariamente sacrificare il nervo e allo stato attuale non ci sono evidenze scientifiche sull’utilizzo favorevole degli innesti da cadavere nella sperimentazione con gli elettrodi da stimolazione.

Tra le ultimissime novità è segnalata anche l’adroterapia, una terapia complementare alla chirurgia che sembra essere promettente ed avere migliori risultati terapeutici rispetto alla radioterapia convenzionale, che viene attualmente effettuata in pochi centri al mondo tra cui alcuni presenti in Italia.

Referenze:

Intervento Dott.ssa Debora Garozzo, neurochirurgo presso l’Ospedale di Rovigo, 15° Interim Meeting of the World Federation of Neurosurgical Societies 8-12 Settembre 2015, Roma

 

 

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