Galenici anoressizzanti: medici e farmacisti ricorrono al Tar

Redazione DottNet | 11/09/2015 17:42

Medici prescrittori e farmacisti chiedono un incontro urgente al Ministero per chiarire i dubbi interpretativi

Sul decreto ministeriale che, ad agosto, ha vietato l’impiego di sette principi attivi (triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato) nelle preparazioni magistrali a scopo dimagrante, Federfarma chiederà a breve un incontro con dicastero della Salute e comando dei Nas per sciogliere dubbi interpretativi e ricevere indicazioni applicative. Lo ha deciso mercoledì il Consiglio di presidenza del sindacato (alla sua prima seduta dopo la pausa estiva) dopo una valutazione del provvedimento e delle reazioni che ha provocato tra prescrittori e farmacisti.

Al momento, in particolare, lo “scontento” più forte si registra tra i medici, da dove giungono voci di imminenti ricorsi al Tar. E’ il caso della Galenic scientific association, società medico-scientifica per la ricerca in galenica: «Stiamo lavorando in questi giorni ai contenuti del ricorso assieme ai nostri legali» spiega a Filodiretto Camillo Ezio Di Flaviano, primario di riabilitazione nutrizionale del Policlinico di Abano Terme «ma non impugneremo soltanto noi, lo faranno anche alcuni specialisti a proprio nome. Che cosa non ci piace? Il fatto che si usino due pesi e due misure: la metformina non può più essere impiegata nelle preparazioni magistrali, ma i farmaci di produzione industriale che la contengono continuano a essere normalmente commercializzati».

Tra le società scientifiche della medicina, però, c’è a anche chi condivide l’intervento del Ministero, frutto tra l’altro di segnalazioni inviate direttamente dall’Aifa. «Il decreto non fa altro che ribadire un principio sacrosanto» è il parere del presidente della Simg, Claudio Cricelli «e cioè che queste sostanze non vanno usate off label come anoressizzanti perché c’è un forte rischio di effetti collaterali, anche pesanti. In sostanza, come ripete anche il Ministero, il rapporto rischio-beneficio è sfavorevole. E poi finora non è stato provato che il loro impiego porti a perdite di peso durature. L’unico trattamento efficace contro obesità e sovrappeso consiste in un corretto regime dietetico».

Anche tra i farmacisti si registrano voci critiche. E’ il caso della Sifap, che ha già deciso di sostenere “ad adiuvandum” il ricorso dei medici: «Facciamo fatica a capire l’urgenza di questi provvedimenti» spiega il vicepresidente, Pierandrea Cicconetti «l’Aifa riferisce di segnalazioni di sospette reazioni avverse, ma non si sa né quante né quando e non risulta sia stata fatta alcuna istruttoria. Insomma, stiamo parlando di molecole comunemente impiegate nel trattamento di piccoli disturbi e usate negli Usa contro l’obesità da più di sei milioni di persone». Medici e farmacisti, poi, devono anche fare i conti con il “buco” che il decreto provoca in termini di opzioni terapeutiche: «Sommato al divieto di luglio sulla pseudoefedrina» osserva Cicconetti «il provvedimento esaurisce tutte le alternative farmacologiche cui i medici possono ricorrere nel trattamento dell’obesità. Si deve dedurre che essere obesi non è una malattia ma una colpa?».

 

 

fonte: federfarma