La sfida italiana nelle neuroscienze: le prospettive future

Redazione DottNet | 15/09/2015 13:22

Secondo il presidente Francesco Tomasello l’Italia intende diventare motore di sviluppo nel campo delle neuroscienze.

Nell’ambito del 15th Interim Meeting of the World Federation of Neurosurgical Societies, istituzioni, università, centri di ricerca, cluster tecnologici, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico, centri clinici, start-up e imprese hanno promosso, per la prima volta nel nostro Paese l’intera filiera italiana della salute nel campo delle neuroscienze, ovvero le nostre eccellenze in neurodiagnostica, neurochirurgia, neuroriabilitazione, neuro-oncologia e medicina rigenerativa.

Lo scopo della due giorni, organizzata dal ministero dello Sviluppo economico, ministero della Salute, ICE Agenzia per la promozione all’estero in collaborazione con il ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, il cluster ALISEI, Assobiomedica e  la Società italiana di neurochirurgia (Sinch) è stato valorizzare le innovazioni e il made in Italy nel campo delle neuroscienze.

Come neurochirurghi - ha detto il presidente del 15th Interim Meeting, Francesco Tomasello - abbiamo il dovere di saper integrare tempestivamente le scoperte nel campo delle neuroscienze nei nostri trattamenti terapeutici affinché questi siano sempre guidati dall’avanzare della conoscenza. Un modello perfetto, ha aggiunto il presidente, di come le neuroscienze, tra cui le neuroscienze cognitive, vengono applicate alla neurochirurgia è il trattamento chirurgico dei disturbi del movimento e, più di recente, dei disturbi psichiatrici.  Le procedure chirurgiche per l'epilessia offrono ai neuroscienziati enormi opportunità di migliorare la comprensione delle funzioni cerebrali, consentendo un accesso prolungato alla corteccia e la registrazione delle attività biologiche del cervello.

Secondo Francesco Tomasello la cosiddetta Neurochirurgia Ricostruttiva, nell'era delle cellule staminali, garantirà importanti opportunità se neurochirurghi e biologi sapranno lavorare insieme in un ambiente interdisciplinare e ritiene indispensabile, per sostenere e accrescere il ruolo delle Neuroscienze Traslazionali, migliorare la collaborazione tra scienze di base e scienze cliniche.

Francesco Tomasello ha inoltre evidenziato che “i rapporti interdisciplinari non sono sempre facili a causa dei diversi interessi scientifici, ma la consapevolezza che da solo nessuno può affrontare i complessi problemi della comprensione delle funzioni cerebrali e delle basi biologiche delle malattia neurologiche indica chiaramente che non vi è altra possibilità se non quella di ricercare l’integrazione delle conoscenze”. E in tal senso non mancano testimonianze di collaborazione come quello che è stato portato avanti negli ultimi dieci anni da parte di endocrinologi e neurochirurghi che oggi nel nostro Paese possono vantare una leadership mondiale nella cura dei tumori ipofisari.

Referenze:

Ufficio Stampa - 15° Interim Meeting of the World Federation of Neurosurgical Societies 8-12 Settembre 2015, Roma