Css, sì alle sanzioni ai prescrittori. Lorenzin, fondo blindato

Sanità pubblica | Redazione DottNet | 15/09/2015 19:40

Parere favorevole del Consiglio superiore; stretta su 180 prestazioni. Lorenzin, Fondo non può andare sotto 112 mld. I sindacati in allarme sui tagli

Nell'ottica della razionalizzazione e contenimento della spesa, nuovi e notevoli risparmi nel settore della Sanità dovrebbero arrivare dallo stop ad esami e visite inutili, ovvero 'inappropriate': mira a questo il decreto messo a punto dal ministero della Salute, secondo quanto previsto dal maxiemendamento al dl Enti locali approvato a luglio, che ha ottenuto il via libera dal Consiglio superiore di sanità.

L'organo consultivo del ministro, secondo quanto si apprende, ha infatti espresso parere favorevole al provvedimento, che dovrebbe poi arrivare in Consiglio dei ministri. Obiettivo è tagliare esami e visite 'inutili', e cioè a 'rischio di inappropriatezza', spesso prescritti a scopo 'difensivo' per prevenire i contenziosi. Si tratta della cosiddetta medicina difensiva che, secondo alcune stime, costerebbe 13 mld l'anno.

Nel maxiemendamento si prevedeva che con decreto del ministero della Salute sarebbero state individuate ''le condizioni di erogabilità e le indicazioni di appropriatezza prescrittiva delle prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale".

Il maxiemendamento prevede che le prestazioni al di fuori dei criteri di erogabilità siano a carico del paziente e che, in caso di comportamento prescrittivo non conforme alle indicazioni disciplinate dal decreto stesso, "l'ente richiede al medico prescrittore le ragioni della mancata osservanza delle predette indicazioni" e, "in caso di mancata risposta o di giustificazioni insufficienti, l'ente adotta i provvedimenti di competenza, applicando al medico prescrittore dipendente del Servizio sanitario nazionale una riduzione del trattamento economico accessorio''.

Con il provvedimento ministeriale, secondo quanto già anticipato dai sindacati medici, si andrebbe verso una 'stretta' in particolare per 180 prestazioni sanitarie a maggiore rischio di inappropriatezza su oltre 1700 previste dal nomenclatore: tra queste, prestazioni di genetica, odontoiatria, allergologia, tac, risonanza magnetica agli arti e risonanza magnetica della colonna con mezzo di contrasto. Stretta in vista pure per gli esami laboratorio: solo in caso di determinati sospetti diagnostici si potrà richiedere un intervento.

Duro il commento della Fp-Cgil Medici: ''Minacciare i medici e pensare di affrontare l'inappropriatezza con il controllo di 180 prestazioni, che dovrebbero essere individuate in un prossimo decreto del ministero, è pura illusione. Alla fine sul banco degli imputati finiranno soprattutto i medici di medicina generale, se non si cambierà subito l'organizzazione del loro lavoro con una nuova e coraggiosa Convenzione. Ma di questo non vi è traccia''

Snami chiede un incontro urgente al Ministro della Salute Beatrice Lorenzin dopo che la stampa ha pubblicato le sue dichiarazioni sul fatto che non sfumano le sanzioni per i medici dalle “prescrizioni facili” escludendo la possibilità di fare a meno delle sanzioni stesse per chi prescrive in modo inappropriato. Per Angelo Testa, presidente nazionale dello Snami "Deve essere lo stato attraverso un testo normativo che deve dire pubblicamente e chiaramente ai cittadini quello che può dare e cosa non può più concedere in tema di prestazioni sanitarie.

Viceversa si continua nella incertezza delle indiscrezioni interpretabili del tipo ..”non scatteranno le sanzioni quando il medico motiverà il perché di una prescrizione apparentemente inappropriata …oppure…offriamo ai medici un supporto per prescrivere al meglio, sulla base delle evidenze scientifiche”. Ribadiamo che si sta facendo volutamente confusione nel mettere insieme logiche condivisibili di razionalizzare, con percorsi assolutamente non condivisibili di cucire addosso ai Medici il vestitino di censori di prestazioni sanitarie che invece potrebbero essere necessarie. La responsabilità che abbiamo nei confronti dei nostri pazienti e il dovere morale di curarli nel migliore dei modi ci impone cautela quando dal cilindro si cerca di estrarre soluzioni che se non chiare diventano intimidatorie nei confronti di una categoria che è conscia che c’è il concreto rischio del taglio di servizi sanitari essenziali. Possibile epilogo è una schizofrenica altra medicina difensiva per la tutela del proprio salario in cui ci si deve barcamenare tra l’incudine e il martello, tra il curare l’ammalato e il parare i colpi dal “controllore incontrollato” che ti minaccia di tagliare i tuoi emolumenti. Per evitare equivoci allora lo stato dica ai cittadini e ai Medici cosa considera superfluo e non vuole o può più concedere. Non pensi il Ministro Lorenzin che lo faremo Noi per conto terzi. Anche per questo le chiediamo un incontro urgente".

 

Comunque vada il Fondo sanitario nazionale (Fsn) ''non può andare sotto i 112 miliardi''. A 'blindare' l'entità del finanziamento alla Sanità è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che così risponde alle affermazioni del premier Matteo Renzi che, ieri, ha spiegato come ''sulla sanità, se le cose vanno in una certo modo, male che vada nella legge di stabilità 2016 ci saranno le stesse cifre di quest'anno". Parole che non sono però piaciute a sindacati ed associazioni, secondo cui è all'orizzonte un nuovo 'attacco' al Servizio sanitario nazionale (Ssn). Nell'ambito della manovra 2016 dunque, che sarà pari a 27 miliardi di euro come annunciato da Renzi, sembra non escluso un intervento sulla sanità, partendo dalla considerazione del ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, secondo cui in questo settore si può spendere "meno e meglio".

Un intervento che non si configurerebbe tuttavia come un vero proprio e taglio, bensì come un mancato incremento del Fondo sanitario. Sulla base di quanto previsto dal Patto per la salute 2014-2016, infatti, il finanziamento è fissato in 109 mld per il 2014, 112 mld per il 2015 e 115 mld per il 2016, con un incremento della spesa sanitaria pari quindi a 3 mld tra 2015 e 2016. Con il maxiemendamento del governo al dl enti locali, approvato lo scorso luglio, è stato però già confermato il mancato incremento di 2,3 mld per il 2015 sul livello di finanziamento della Sanità. A fronte di tali numeri, Lorenzin ha assicurato oggi che ''non ci saranno più tagli lineari alla sanità'', ed ha puntualizzato che ''nella legge di stabilità del 2015 eravamo a 112 mld, che poi le regioni hanno deciso di ridursi. Questa riduzione è molto tosta per la gestione del sistema sanitario che avverrà per il 2015. Per il 2016 - ha detto - credo che dobbiamo mantenere almeno il fondo previsto dal Patto della Salute per il 2015, attuare la spending review interna con il programma di risparmiare e reinvestire nel sistema sanitario''.

Poi, ha aggiunto, ''abbiamo nel provisionale vecchio un incremento di tre mld che ovviamente sarebbe l'ottimo; dobbiamo lavorare su un dato realistico dei conti ma senza permettere un decremento del Fondo. Non sarebbe possibile - ha ammonito - per la sostenibilità delle sfide che abbiamo in campo. Sotto i 112 mld non si può andare". Sulle barricate pure i sindacati, che rispondono con un coro di critiche: ''Un film già visto che fa scattare un campanello d'allarme, perché non aumentare il fondo sanitario equivale a tagliare'', commenta il segretario della Fp-Cgil Medici Massimo Cozza.

E per il segretario del sindacato dei medici dirigenti Anaao, Costantino Troise, ''con i giochi di parole, il 'definanziamento' diventa 'mancato incremento' così come i 'tagli lineari' sono diventati 'risparmi'. Di fatto - afferma - il governo minaccia di disattendere un impegno siglato con le Regioni e lascia la sanità annaspare in una situazione finanziaria inadeguata". E se Federanziani si definisce ''terrorizzata dall'emorragia del Fondo Sanitario'', il Movimento 5 stelle annuncia una mobilitazione contro gli ''ulteriori tagli'': ''Per il prossimo 17-18 ottobre a Imola è previsto un momento di confronto a livello nazionale e se per quella data Lorenzin non avrà dato le dovute garanzie rispetto all'ammontare del Fsn per il 2016 - avverte M5S - pianificheremo attività e manifestazioni di protesta su tutto il territorio nazionale".

"Le ultime dichiarazioni del premier Renzi e del Ministro Lorenzin sul Fondo sanitario 2016 ci vedono fortemente preoccupati". È quanto afferma il segretario nazionale degli specialisti ambulatoriali del Sumai-Assoprof, Roberto Lala, commentando le parole del presidente del Consiglio Matteo Renzi e del Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin sulle risorse per il Fondo sanitario nazionale 2016.

"Da un lato perché ancora una volta traspare la volontà d'intervenire sul comparto nonostante i tagli continui degli ultimi anni - aggiunge Lala - e dall'altro perché con meno risorse diventa praticamente impossibile portare avanti alcune riforme fondamentali, penso per esempio ai nuovi Lea e alla riorganizzazione della sanità territoriale".

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