L’ANMEFI al Presidente della Fnomceo

Redazione DottNet | 22/09/2015 12:51

L’ANMEFI, associazione dei medici fiscali Inps, si è spesa per la difesa della dignità professionale del medico che svolge tale funzione.

Egregio Presidente,

Come ben sa, l'attività della medicina fiscale in Italia, per quanto concerne le competenze dell’INPS, è regolamentata da leggi che hanno caratterizzato negli anni  la  tipologia del  "medico fiscale".

Preme sottolineare come questa figura professionale rappresenti  una garanzia per tutti gli attori del controllo dello stato di malattia dei lavoratori, essendo una figura di terzietà, equidistante perciò dal datore di lavoro, dal lavoratore e dalla stessa Inps. Le leggi in vigore hanno tutelato tale figura, anche per metterla al riparo da pressioni ed azioni indebite.

Di seguito alcuni doverosi richiami normativi che si sono susseguiti negli anni, creando di fatto  la figura del "medico fiscale", che da sempre è a fianco dello Stato nel suo delicato ed insostituibile ruolo.

L'articolo 5, comma 12, del decreto legge n. 463 del 1983, stabilisce che l'INPS,  per l'effettuazione delle visite mediche di controllo dei lavoratori, sentiti gli Ordini dei Medici, istituisca liste speciali di medici.

La disciplina attuativa è stata poi definita da una serie di decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che, a partire dal decreto ministeriale 15 luglio 1986 (disciplina delle visite mediche di controllo), seguito dal decreto del 18 aprile 1996 (graduatoria provinciale, conferimento dell’incarico e definizione delle liste speciali, compensi, costituzione della commissione mista in ogni sede provinciale), poi del 12 ottobre 2000 (conferma dei medici delle liste speciali) e infine dell' 8 maggio 2008 (conferma della vigente disciplina delle visite mediche di controllo fino a completa rivisitazione della disciplina da effettuarsi entro 12 mesi, compensi aggiornati), hanno disciplinato la materia nel dettaglio.

Il comma 10-bis articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013, in materia di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni, come modificato dal comma 340 della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013), ha trasformato le liste speciali in liste ad esaurimento, nelle quali sono stati confermati i medici già inseriti alla data del 31 dicembre 2007, e ha vincolato l'INPS ad avvalersi, in via prioritaria, dei medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento.

È in corso di esame alla Camera dei Deputati il DDL sulla riorganizzazione della PA (atto C.3098) in cui il rappresentante del Governo ha proposto un emendamento per l’unificazione del servizio della medicina fiscale, ribadendo l’obbligo da parte dell’INPS di utilizzare in via prioritaria i medici delle liste speciali ad esaurimento.

La normativa vigente sopracitata prevede che:

- le visite fiscali debbano essere effettuate esclusivamente dai medici delle liste speciali (i medici esterni del bando, medici in media specialisti, non iscritti  nelle liste speciali non possono quindi effettuare le visite fiscali) e che già esiste una graduatoria provinciale per accedere alle liste speciali. Solo in caso di impossibilità di assicurare il servizio per la sopravvenuta insufficienza non a carattere temporaneo dei medici disponibili, si dovrà provvedere alla reintegrazione delle liste  speciali, previo parere favorevole della commissione mista di cui all’articolo 12 del DM 18 aprile 1996, mediante la procedura prevista dal medesimo DM del 1996;

- in caso di impossibilita di assicurare il servizio per carenza, anche temporanea, dei medici delle liste speciali, si dovrà provvedere alla reintegrazione delle liste, previo parere favorevole della commissione mista, ricorrendo prima allo scorrimento della graduatoria provinciale e delle graduatorie delle sedi limitrofe ed in caso di persistente carenza, resta riservata all’INPS la possibilità di provvedere all’affidamento temporaneo del servizio a propri medici o ad altri medici, mediante attribuzione occasionale di singole visite o mediante attribuzione continuativa dell’incarico, nelle more della reintegrazione delle liste e per la durata massima di quattro mesi (punti a e b dell’articolo 4 del DM del 12 ottobre 2000);

- l’INPS per l’espletamento delle visite fiscali deve avvalersi in via prioritaria dei medici iscritti nelle liste speciali di cui al comma 10-bis articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013, come modificato dal comma 340 della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013),

- i medici fiscali non possono essere sottoposti a corsi di aggiornamento obbligatori con finalità valutative e selettive da parte dell’INPS, poiché già svolgono regolari corsi di aggiornamento ECM proposti dall’Ordine dei Medici e da società accreditate. Sono al contrario graditi aggiornamenti accreditati e promossi dall’Istituto relativi ad argomenti medico-legali e finalizzati alla formazione del medico fiscale.

L’ANMEFI, è l'associazione di categoria dei medici fiscali Inps nata nel maggio 2013, dopo la decisione unilaterale dell'Ente di sospendere le visite di controllo dei lavoratori  in malattia del settore privato  e in questi due anni di attività, come da statuto, si è spesa per la difesa della dignità professionale del medico che svolge tale funzione.

Ribadisce una netta predilezione per un contratto basato principalmente sulla disponibilità del medico in rapporto alle fasce orarie di reperibilità del lavoratore, quindi  basata sulla “indennità di disponibilità” per una o entrambe le fasce di reperibilità del medesimo, così da aversi stabilità economica e continuità del medico fiscale.

Nel contempo l’associazione chiede con fermezza l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale delle condizioni lavorative di ogni medico fiscale, ferma restando la scelta individuale di poter svolgere l’attività di controllo su una o due fasce e di vedersi riconosciuta l’indennità per la reperibilità.

Chiede infine una azione di controllo affinché i fondi che il legislatore deciderà di destinare al c.d. “polo unico” siano esclusivamente  utilizzati a tale scopo, impedendo qualunque azione di riparto dell'Ente. Questo anche per impedire l’insorgere di reiterate difficoltà economiche alla categoria dei medici fiscali, già economicamente e professionalmente provata in questi due anni per la riferita applicazione della spending review.

Con il presente documento l’associazione ribadisce disponibilità a collaborare con l’INPS, con le organizzazioni sindacali e associazioni, la FNOMCEO e i Ministeri competenti  al fine di giungere ad una proposta condivisa che possa soddisfare le esigenze dell’Istituto, nel rispetto della normativa vigente e dei diritti acquisiti dai medici fiscali nel corso degli anni. Si è consapevoli che un progetto comune, presentato ai Ministeri competenti, ridurrebbe i tempi di attuazione del Polo Unico.

- L’ANMEFI quindi rivolge accorato appello alla Presidente e ai Componenti del Comitato Centrale della Fnomceo  affinché questi basilari punti fin qui enunciati vengano condivisi, così da farli valere, in nome dell’autorità che le spetta, nelle sedi opportune a cui avrà accesso.

- A tal proposito sollecita sostegno alla richiesta già avanzata all’INPS che nell’immediato si consenta di poter effettuare un minimo di 40 visite mensili (siano esse di ufficio o da datore di lavoro) per quei medici che garantiscono la doppia fascia giornaliera e calcolate sull'effettiva presenza. La soluzione, non gravosa per l’Ente, pur nella sua temporaneità, sarebbe un gesto encomiabile e di attenzione verso questa particolare situazione, limitata a qualche centinaio di professionisti rispetto ai 1250 in servizio.

- Chiede altresì, come in parte anticipato, che non venga consentita la commistione delle funzioni di medici fiscali e medici “esterni”. La preannunciata figura di medico “polivalente” Inps, che dovrebbe svolgere varie mansioni nell'ambito di un omnicomprensivo polo legale, potrà essere posticipata nel tempo, escludendo comunque i medici inseriti nelle liste speciali ad esaurimento.

- Forte dell’esperienza lavorativa ultraventennale degli iscritti, la stessa ribadisce la necessità che nell'ottica della realizzazione del c.d. “polo unico della medicina fiscale” anche le fasce orarie di controllo dei lavoratori, sia pubblici che privati, dovranno essere uniformate, anche per evitare discriminazioni e penalità tra le due classi di lavoratori.

- È da sottolineare poi che la Commissione Affari Sociali della Camera, nel documento conclusivo approvato il 27 maggio 2014, al termine dell’indagine conoscitiva sull’attività dei medici di controllo INPS, ha ribadito l’utilità della medicina fiscale e la necessità di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali.

Fonte: ANMEFI