Effetti neuroprotettivi della somministrazione cronica di esperetina nel topo

Redazione DottNet | 23/12/2008 11:25

I composti flavonoidi sono utilizzati come agenti terapeutici nelle patologie neurodegenerative per la loro attività antiossidante. Lo studio effettuato dal dott. Choi EJ, analizza gli effetti neuroprotettivi dell’esperetina per il cervello dei topi, trattati con esperetina, in dosi da 10 o 50 mg pro Kg, per 5 settimane. L’esperetina ha inibito i biomarkers dello stress ossidativo, la concentrazione del TBARS (thiobarbituric acid-reactive substance) e la concentrazione carboniosa, sebbene c’è stata una significativa riduzione con la somministrazione di alte dosi.

Inoltre, ad alte dosi, l’esperetina è in grado di favorire l’attività della catalasi e della superossido dismutasi (SOD). Lo stesso meccanismo è stato osservato nell’espressione proteica e l’espressione della CuZn-SOD è stata maggiormente favorita rispetto a quella della Mn-SOD. Il rapporto glutatione ridotto (GSH)/glutatione ossidato (GSSG) è significativamente aumentato in modo dose dipendente così come l’attività della glutatione perossidasi (GSH-px) e della glutatione reduttasi (GR). Inoltre, l’esperetina non induce apoptosi anche ad alte dosi, come si evince dall’attività e dall’espressione della caspasi-3. Sulla base di questi risultati, è possibile concludere che l’esperetina può avere un effetto neuro protettivo attraverso l’inibizione del danno ossidativo e l’attivazione dei sistemi enzimatici ad effetto antiossidante.
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