Capitale in farmacia, per la politica l'impresa è più vicina

Farmacia | Redazione DottNet | 22/09/2015 18:11

Nei giorni scorsi Dottnet ha pubblicato il commento di Utifar Palermo sull'ingresso dei capitali in farmacia, "un'autostrada per le mafie". Tocca adesso leggere la voce della politica.

L’apertura al capitale di avvocatura e farmacie «consente di avvicinare sempre di più attività professionale e attività di impresa». Lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo, Simona Vicari, nel corso della discussione sulle linee generali del ddl concorrenza, avviata ieri alla Camera secondo l’agenda concordata giovedì scorso da presidenza e capigruppo. Ad aprire, come da programma, i due relatori Pd Silvia Fregolent e Andrea Martella, che hanno riferito in aula del lavoro condotto in sede referente dalle commissioni Finanze e Attività produttive. «Questa non è la legge che risolve una volta per tutte i nodi della concorrenza e dell'apertura dei mercati» ha ricordato nella sua relazione Martella «è una legge annuale, la prima tappa di un percorso che dovrà proseguire con continuità e con una chiara direzione di marcia». «Assicurare maggiori opportunità ai cittadini è stato l'obiettivo del nostro lavoro» ha aggiunto Fregolent «riteniamo di aver raggiunto l’obiettivo e le proteste di alcuni soggetti interessati dalle disposizioni del ddl dimostrano che nel nostro esame non hanno prevalso gli interessi corporativi, ma solo quello generale».

Giudizio positivo sull’ultima versione del ddl anche da Luigi Taranto (Pd), segretario della commissione Attività produttive: dall’apertura della titolarità al capitale, ha detto in particolare «derivano le premesse per una importante, seppure non esaustiva, modernizzazione procompetitiva del modello di distribuzione dei farmaci». Critico per l’assenza di provvedimenti sui farmaci con ricetta, anche se con una logica assai originale, il deputato del M5S Alessio Villarosa: «Le parafarmacie» ha spiegato «sono una creazione stupida italiana, perché la parafarmacia senza la fascia C non ha senso. Quindi abbiamo visto la crescita di posti di lavoro imprenditoriali, ma le parafarmacie sono tutte in crisi. Perché non riescono assolutamente a competere con le farmacie». Favorevole alla liberalizzazione dei farmaci con ricetta anche Andrea Mazziotti, capogruppo di Scelta Civica: «Insisteremo in aula con i nostri emendamenti» ha promesso «perché così i consumatori risparmierebbero centinaia di milioni di euro».

Soddisfatto invece per la conferma degli indirizzi di governo sulla fascia C Raffaello Vignali, Di Ap-Ncd: «Se crediamo che le farmacie facciano parte del sistema sanitario nazionale, con quello che ciò comporta» ha osservato «allora è evidente che in questo caso l'aspetto di mercato è una variabile secondaria. Dentro un sistema sanitario nazionale, la vendita dei farmaci con prescrizione medica deve essere regolamentata». Di parere opposto Lara Ricciatti, di Sel: «Ha prevalso la lobby dei farmacisti proprietari» è stato il commento «e, con il plauso dello stesso Ministro Lorenzin. Eppure, solo dando la possibilità alle parafarmacie e ai corner salute di vendere anche i farmaci con ricetta si produrrà linfa vitale alla concorrenza a vantaggio di tutti i cittadini, come sostenuto anche dall’Istituto Bruno Leoni

 

fonte: federfarma

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