Pressione arteriosa e rischio di emorragia intracerebrale

Medical Information Dottnet | 24/09/2015 16:41

Secondo uno studio un controllo inadeguato della pressione sistolica aumenta il rischio di emorragia intracerebrale lobare e non lobare.

L’emorragia intracerebrale (ICH) è la forma più grave di ictus. I sopravvissuti sono ad alto rischio di recidiva, di morte e di peggioramento della disabilità funzionale.

Uno studio osservazionale è stato condotto per approfondire l'associazione tra pressione arteriosa (PA) dopo ICH e il rischio di ICH.

Un totale di 1145 dei 2197 pazienti sopravvissuti ad ICH per almeno 90 giorni sono stati seguiti durante un periodo di follow-up della durata media di 36.8 mesi e per un minimo di 9.8 mesi.

E’ stata effettuata una misurazione della pressione arteriosa a 3, 6, 9, 12 mesi e poi ogni 6 mesi, da personale medico (personale infermieristico o medico) oppure tramite i valori riportati dal paziente. La valutazione è stata effettuata in base a: (1) i valori di pressione sistolica e diastolica registrati; (2) la classificazione, sulla base delle raccomandazioni dell’American Heart Association/American Stroke Association, in controllo della pressione arteriosa adeguato o insufficiente; e (3) stadio dell’ipertensione sulla base dei criteri del Joint National Committee on Prevention, Detection, Evaluation, and Treatment of High Blood Pressure.

I risultati valutati sono la ricorrenza di ICH e la sua localizzazione cerebrale, distinta in lobare e non lobare.

Ci sono stati 102 eventi ricorrenti di ICH tra i 505 pazienti sopravvissuti all’ICH lobare e 44 eventi di ICH tra i 640 sopravvissuti ad ICH non lobare. Durante il follow-up un adeguato controllo della PA è stato raggiunto, almeno ad una misurazione, da 625 pazienti (il 54.6% del totale [nel range del 49.2% - 58.7%]) e in modo costante (ad esempio, in corrispondenza di tutti i time point a disposizione) da 495 pazienti (il 43.2% del totale [range, 34.5% - 51.0%]). La percentuale di eventi di ICH lobare è stata di 84 su 1000 persone-anno tra i pazienti con inadeguato controllo della PA rispetto a 49 su 1000 persone-anno tra i pazienti con un adeguato controllo della PA. Per l’ICH non lobare l'incidenza è stata di 52 per 1000 persone-anno con un inadeguato controllo della PA rispetto a 27 per 1000 persone-anno nei pazienti con un adeguato controllo della PA. Analizzando il controllo della PA come variabile nel tempo, il controllo inadeguato della PA è stato associato ad un rischio più alto di recidiva di ICH sia lobare (rapporto di rischio [HR], 3.53 [CI del rischio, 1.65 – 7.54]) sia d ICH non lobare (HR, 4.23 [CI del 95%, 1.02 – 17.52]). La PA sistolica durante il follow-up è risultata associata ad un aumento del rischio di recidiva di ICH lobare (HR, 1.33 per un aumento di 10 mmHg [CI del 95%, 1.02 – 1.76]) e di ICH non lobare (HR, 1.54 [CI del 95%, 1.03 – 2.30]). La pressione diastolica, invece, è risultata correlata ad un aumento del rischio di ricorrenza di ICH non lobare (HR, 1.21 per un aumento di 10 mmHg [CI del 95%, 1.01 – 1.47]), ma non di ICH lobare (HR, 1.36 [CI del 95%, 0.90 – 2.10] ).

In conclusione, questo studio osservazionale ha evidenziato che misurazioni della PA indicative di un controllo pressorio inadeguato durante il follow-up sono associate ad un rischio più elevato di ricorrenza di ICH lobare e non lobare. Questi dati suggeriscono che sono necessari studi clinici randomizzati per valutare i rischi e i benefici di un controllo più rigoroso della pressione arteriosa nei pazienti sopravvissuti a ICH.

Riferimenti bibliografici:

Biffi A, Anderson CD, Battey TW, Ayres AM, Greenberg SM, Viswanathan A, Rosand J. Association Between Blood Pressure Control and Risk of Recurrent Intracerebral Hemorrhage. JAMA. 2015 Sep 1;314(9):904-12.

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