Per il dolore cronico ogni paziente spende 600 euro l'anno

Redazione DottNet | 25/09/2015 13:16

Un terzo delle persone che soffre si sottopone a terapie inadeguate

Un terzo delle persone che soffre di dolore cronico si sottopone a terapie inadeguate, spendendo ogni anno circa 600 euro di tasca propria. Stretto da necessità economiche e difficoltà burocratiche, invece che ad oppiacei e cannabinoidi, ricorre spesso a medicinali da banco, come aspirina, nimesulide, ketoprofene. Più facili da reperire e a basso costo sono però a scarsa efficacia clinica e ad alto rischio per apparato gastrointestinale, reni, fegato e cuore.

E' quanto emerso nel corso della conferenza stampa per la presentazione della V edizione della 'Giornata Cento Città Contro il Dolore', organizzata dalla Fondazione Isal (Istituto di ricerca e formazione in scienze algologiche). Il costo non è solo economico per il cittadino, ma anche psicologico. Il 16% delle persone con dolore cronico sono a rischio di suicidio e vivono sulla propria pelle disturbi del sonno, malnutrizione, depressione, ansia, declino fisico. Il problema è anche di mancata informazione. La maggior parte dei pazienti infatti non sa dell'esistenza dei Centri specializzati in diagnosi e cura del dolore cronico. Due su dieci non sa a chi rivolgersi e prima di giungere a un Centro specializzato, consulta inutilmente dai tre ai sette specialisti, con perdita di tempo e soldi.

 

fonte: isal