Ecco il nuovo redditometro: punterà sulle spese sostenute

Redazione DottNet | 26/09/2015 18:59

Nel 2015, l’Agenzia delle Entrate invierà a 25.000 contribuenti le lettere riguardanti l’accertamento redditometrico effettuato nei loro confronti. Spiccano i liberi professionisti, tra cui medici e avvocati

A seguito della pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate dellacircolare n. 6/E di marzo 2014, il nuovo redditometro è entrato nel vivo. Con l’inizio dell’anno 2015 l’Agenzia inizierà ad inviare a 25.000 contribuenti le prime lettere di invito al contraddittorio, relative all’accertamento dell’anno di imposta 2010.

Il nuovo redditometro, introdotto dalD.L. n. 78/2010, ha una logica di applicazione totalmente diversa rispetto al precedente. Il nuovo accertamento sintetico, ai sensi dell’articolo 38 del DPR n. 600/73, non si basa più su elementi indice di capacità contributiva, che attraverso particolari coefficienti convertivano in reddito non dichiarato il semplicepossesso di beni e servizi. Adesso, invece, l’Agenzia è chiamata a ricostruire il reddito del contribuente esclusivamente sulla base delle spese effettivamente sostenute. Per questo motivo vengono presi in considerazione i seguenti elementi:

  • Spese certe – Spese di ammontare certo, oggettivamente riscontrabile, conosciute dal contribuente e dal Fisco;

  • Spese per elementi certi – spese determinate dall’applicazione di elementi presenti nell’anagrafe tributaria, riferibili a beni a disposizione del contribuente (spese di manutenzione auto basate sulla sua cilindrata, ecc);

  • Spese Istat – Spese per beni e servizi di uso corrente, di ammontare pari alla spesa risultante dall’indagine annuale dell’Istat in relazione a campioni significativi di famiglie, differenziate per composizione a area geografica;

  • Investimenti – quota di investimenti sostenuta nell’anno per l’acquisto di beni e servizi durevoli;

  • Risparmio – quota di risparmio formatasi nell’anno.


 

Naturalmente questi elementi non hanno lo stesso peso nella ricostruzione sintetica del reddito dei contribuenti: vi sono alcuni elementi, come le spese certe, investimenti e risparmio che rappresentano dei dati oggettivi, non attaccabili dal contribuente in sede di contraddittorio per la quantificazione degli importi. Le spese per elementi certi, invece, collegano un elemento certo, come il possesso di un bene, ad una spesa annua incerta, determinata attraverso il ricorso a dati statistici. Infine, vi sono le spese Istat, che sono incerte sia nell’ammontare, sia nell’esistenza, in quanto non è certo che il contribuente le abbia effettivamente sostenute. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate ha precisato che nella selezione dei 25.000 contribuenti annui da sottoporre a controllo, le spese in questione non vengono prese in considerazione.

Rispetto al vecchio redditometro possiamo, possiamo evidenziare i seguenti elementi di novità.

Lo scostamento tra reddito dichiarato e quello accertato, deve essere almeno pari al 20% (e non più il 25%);

Lo scostamento riguarderà una singola annualità, e non più due;

L’incremento patrimoniale si realizza interamente nell’anno in cui la spesa è stata sostenuta e non più negli ultimi 5;

L’eventuale incremento del risparmio non concorre alla determinazione del reddito sintetico;

Viene introdotta una procedura di garanzia per il contribuente attraverso un doppio contraddittorio obbligatorio con l’Ufficio accertatore, al fine di raggiungere, possibilmente un accertamento con adesione.

 

 

fonte: forezinfo

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