Al San Giovanni farmaci personalizzati per il malato

Farmaci | Redazione DottNet | 28/09/2015 13:45

Al San Giovanni di Roma è stato inaugurato il nuovo laboratorio per le preparazioni su misura destinate ai ricoverati

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha inaugurato questa mattina all'ospedale S. Giovanni di Roma il nuovo laboratorio per le preparazioni antiblastiche e nutrizionali, cioè i chemioterapici e le sacche per l'alimentazione 'personalizzati' sul malato. La struttura, realizzata dall'azienda farmaceutica Baxter, si trova al piano terra del nuovo Polo oncoematologico inaugurato lo scorso 19 gennaio. Aperta anche la nuova area per il servizio di medicina trasfusionale con la biobanca.

 

All'inaugurazione, con Zingaretti, accolto dal direttore generale Ilde Coiro, erano presenti il capo della cabina di regia sanitaria Alessio D'Amato e il presidente e ad di Baxter Luigi Antoniazzi, oltre agli ufficiali dell'ospedale militare del Celio. L'intervento nella sua interezza è stato realizzato con finanziamenti regionali pari a più di un milione di euro. In particolare, il laboratorio per le preparazioni antiblastiche e nutrizionali occupa un'area di 200 metri quadrati e risponde a precise caratteristiche tecniche e di sicurezza. La preparazione delle terapie oncologiche avviene in un ambiente detto UFA, Unità farmaci antiblastici, una 'camera bianca' totalmente sterile e protetta in cui vengono preparati giornalmente i chemioterapici.

 

"Rappresenta - ha spiegato Coiro - il completamento del polo oncoematologico, in cui non era stata prevista in passato la presenza di un simile laboratorio. E' stato realizzato nel giro di pochi giorni e dal 1 ottobre la preparazione delle sacche e delle terapie potrà avvenire in loco. E' per noi un successo e una soddisfazione perché la preparazione qui rassicura sia gli utenti che gli operatori, che operano in locali protetti e a norma, nella massima sicurezza e nel minimo spreco di medicinali. Da 9 mesi il polo ha triplicato la sua attività". Riguardo invece al servizio di medicina trasfusionale, si tratta di 750 metri quadrati al quinto piano del corpo D dell'ospedale. La biobanca dispone di un laboratorio di processazione delle cellule staminali emopoietiche che risponde ai criteri più avanzati di sicurezza.

 

 

fonte: regione lazio

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