Il virus influenzale attacca su diversi fronti: le strategie

Infettivologia | Redazione DottNet | 29/09/2015 13:40

Prove su animali, necessario rivedere strategia vaccino

L'influenza è molto più complessa di quanto si pensasse. I suoi virus infatti sferrano un fuoco di attacchi incrociati direttamente al cuore delle cellule, in modo diverso dalle modalità classiche finora teorizzate dall'immunologia. La scoperta potrebbe aprire, secondo i ricercatori dell'università Thomas Jefferson e del Children Hospital di Philadelphia, nuove strategie per sviluppare vaccini più efficaci contro l'influenza.

''Durante l'infezione le proteine del virus sono presenti ovunque nella cellula, non solo in determinati compartimenti come fin qui teorizzato'', spiega Laurence Eisenlohr, coordinatore dello studio descritto sulla rivista Nature Medicine. Gli approcci finora usati si basano sugli antigeni (cioè quelle sostanze che il sistema immunitario può riconoscere come estranee e attaccare), usati generalmente sotto forma di proteine purificate introdotte nelle colture di cellule. Una cellula con antigene (apc) rilascia le proteine in un compartimento della cellula chiamato endosoma, dove le proteine vengono 'digerite' diventando peptidi. Questi peptidi, presenti sulla superficie della cellula, stimolano la risposta di un particolare tipo di cellule immunitarie (CD4+ T), fondamentali per la difesa dell'organismo. I ricercatori in questo caso hanno dimostrato, sugli animali, che il virus dell'influenza segue un percorso più complicato.

Quando c'è l'infezione, le proteine del virus vengono distribuite anche in altre aree oltre a quelle dell'endosoma, e quindi vengono prodotti più peptidi e di maggior varietà. ''I vaccini con il virus vivo attenuato sono generalmente più efficaci di quelli con il virus inattivato - aggiunge Eisenlohr Se le preoccupazioni sulla sicurezza impediscono l'uso di un vaccino con virus vivo, dobbiamo modificare i vaccini inerti per imitare il più possibile l'infezione naturale, in modo da generare una maggiore risposta immunitaria''.

Il risultato però non convince del tutto la comunità scientifica e accende il dibattito. Per Antonio Lanzavecchia, direttore dell'Istituto di Ricerca in Biomedicina dell'Universita' della Svizzera Italiana, ''è eccessivo dire che questa scoperta apre la strada a nuove strategie dei vaccini.

Non mi meraviglia per niente sapere che il virus vivo attenuato, rispetto a quello morto, induca una maggiore risposta immunitaria''. Tra l'altro, per l'influenza già esistono due vaccini, conclude Lanzavecchia: ''uno con virus morto e l'altro attenuato. Quest'ultimo usato negli Stati Uniti, ma finora non ha dimostrato di essere tanto più efficace''

 

fonte: ansa

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