Nelle donne il crepacuore è pericoloso come l'infarto

Redazione DottNet | 29/09/2015 13:45

Uccide come l'infarto: si apre la strada a nuove cure personalizzate

Battezzata con una espressione che non lascia spazio a fraintendimenti, la sindrome del crepacuore, che colpisce in 9 casi su 10 le donne, ha dato prova di essere molto piu' pericolosa di quanto si pensasse: uccide come l'infarto, avvertono i Cardiologi dell'Università Cattolica Policlinico Gemelli di Roma, in prima fila tra gli autori dello studio mondiale sulla sindrome di Takotsubo pubblicato sul New England Journal of Medicine, che apre ora la strada a nuove cure.

E dietro al termine un po' misterioso, utilizzato per raccontare lo struggimento di eroine da romanzo, c'e' una malattia insidiosa e sempre piu' conosciuta, disegnata negli ultimi anni proprio dai ricercatori italiani. La notizia arriva in coincidenza con la Giornata mondiale del cuore che, il 29 settembre, prevede iniziative di prevenzione e informazione in tutto il mondo a favore della prevenzione. Nota come sindrome di Takotsubo (oppure cardiomiopatia da stress): l'apice del cuore è come se si bloccasse e non si contraesse più. Il sangue fa più fatica ad essere espulso dal ventricolo sinistro, così il cuore presenta una forma inconfondibile con il collo sottile, ricordando un vaso usato come trappola per polpi, chiamato appunto "tako-tsubo" e utilizzato in Giappone.

"Le alterazioni del microcircolo coronarico hanno un ruolo fondamentale in molte malattie cardiovascolari ed in particolare, come da noi recentemente dimostrato, nella sindrome di Takostsubo", spiega Filippo Crea, direttore del Dipartimento di Scienze Cardiovascolari del Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma, capofila dello studio assieme alla dottoressa Leda Galiuto, professore aggregato alla Cattolica e cardiologa presso lo stesso Dipartimento. Quello pubblicato sul NEJM è il primo studio internazionale sulla sindrome di takotsubo (International Takotsubo Registry Intertak) e ha coinvolto complessivamente 26 centri di 9 Paesi tra Europa e Usa. Fra i centri internazionali coinvolti nello studio c'e' la Mayo Clinic di Rochester, l'Università di Zurigo e l'Oxford University. Sono stati studiati 1750 pazienti con sindrome di Takotsubo. L'obiettivo della ricerca è stato di caratterizzare clinicamente questi pazienti e comprenderne l'evoluzione clinica, nonché valutare i risultati della terapia oggi in uso.

"La raccolta dati", chiarisce la cardiologa Galiuto, "è stata eseguita dagli specialisti del Dipartimento di Cardiologia dell'Università di Zurigo. La sindrome da crepacuore colpisce soprattutto le donne (in questo studio in rapporto 9:1) e prevalentemente dopo uno stress emotivo, tipicamente un lutto (nel 30% dei casi), o fisico come un intervento chirurgico (nel 36%). La sindrome di Takotsubo si associa a malattia neurologica o psichiatrica nella metà dei casi, ovvero si presenta spesso in associazione a disturbi psichiatrici come la depressione".

La sindrome si manifesta come un infarto, con sintomi quali dolore al petto o affanno improvviso, si associa ad alterazioni dell'elettrocardiogramma, ma al momento della coronarografia d'urgenza, eseguita nel sospetto di infarto miocardico, le coronarie risultano sorprendentemente normali, senza restringimento.

 

 

fonte: ansa