Appropriatezza: applicarla uniformemente in tutta Italia. Le reazioni

Redazione DottNet | 29/09/2015 21:01

Per Chiamparino il provvedimento porterà "tutele maggiori per i medici" e garanzie per i pazienti. Le nostre interviste a Troise (Anaao), Milillo (fimmg) e De Biasi (Pd)

"Ho appena sentito il ministro Lorenzin e ribadisco il giudizio positivo sul provvedimento sulle prescrizioni mediche. Porta tutele maggiori per i medici e un risparmio per il Sistema sanitario nazionale che verrà reinvestito in buona sanità". Lo ha dichiarato alle agenzie di stampa il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino.

"Accolgo l'invito del ministro - aggiunge Chiamparino - a organizzare al più presto una conferenza Stato Regioni per trovare un modo per garantire l'applicazione uniforme del decreto sul territorio nazionale".

 

I camici bianchi chiamati dal Ministero della Salute ad esprimersi in merito al decreto hanno rispedito il testo al Ministero "senza osservazioni tecniche", in quanto "sbagliato nel principio di partenza". "Una scelta dettata da motivi politici - spiega il segretario nazionale dei medici ospedalieri Anaao Costantino Troise (clicca qui per la nostra video intervista) - perché non siamo d'accordo con il principio ispiratore del decreto, ovvero che i medici possano venir multati e che i cittadini siano costretti a pagare di tasca loro prestazioni fino ad oggi a carico del Servizio sanitario nazionale". "La politica non può invadere il campo della professione per di più con fare intimidatorio, praticamente dipingendo la categoria medica come una categoria da commissariare, in piani di rientro come le Regioni canaglia", aggiunge Troise. "Appropriatezza è fare qualcosa di giusto, i cui benefici sono superiori ai costi", aggiunge, ma "il tema appropriatezza non può essere fatto con un decreto amministrativo".

"Si mettono contro medici e paziente con la logica del dividi et impera": Con queste parole la Federazione dei Medici di Medicina Generale (Fimmg), guidato da Giacomo Milillo ha commentato ai microfoni di Dottnet (clicca qui per la video intervista) il decreto e nel frattempo ha aggiunto che "la documentazione fornita assolutamente carente rispetto ai contenuti di ricerca e pubblicazioni scientifiche".

 

Per Maria Grazia De Biasi (commissione igiene e sanità del Senato) (clicca qui per la nostra video intervista) l'argomento appropriatezza: "E' un valore, e proprio per questo non può essere ridotta ad un elenco di prestazioni, peraltro comunicato male, al di la delle intenzioni del ministro. Si è creato un clima di paura e preoccupazione da parte di medici e cittadini. Ora occorre invertire la rotta e ristabilire la verità".

Per il ministro Lorenzin "Le liste d'attesa sono un'ingiustzia" e il tema appropriatezza prescrittiva va affrontato insieme ai medici e alla radice, altrimenti tra poco le liste d'attesa saranno qualcosa di insostenibile".

Le 208 prescrizioni presenti nell'elenco che indica le condizioni di derogabilità, "non è che non vengono più prescritte. Si fanno come prima", ha sottolineato Lorenzin, "si pone solo un criterio di appropriatezza e si chiede ai medici di intervenire prescrivendole solo quando è appropriato farlo". Una prestazione inappropriata non è inutile né superflua, semplicemente non doveva esser prescritta a quel paziente. E' il medico che decide". I 208 percorsi per vagliare l'appropriatezza, "stesi con le società scientifiche e vagliati dal Consiglio superiore di sanità, aiutano la decisione del medico".

 

La lotta all’inappropriatezza, un fenomeno denunciato negli anni dagli stessi medici, è sacrosanta. Su questo punto non si torna indietro. Ricordiamo che la ormai famosa lista delle 208 prestazioni specialistiche a prescrizione limitata è un documento tecnico-scientifico stilato dal Ministero della Salute e, successivamente, analizzato e integrato dal Consiglio superiore di sanità. Su questo elenco, inoltre, è stato aperto un confronto con i sindacati medici ai quali è stata data piena libertà di intervento per eventuali modifiche da apportare. Quindi, asserire che è la politica a voler decidere quale esame medico è giusto o non giusto prescrivere ad un paziente non è corretto né veritiero”, ribatte il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli.

“Ogni anno vengono sprecati miliardi di euro per esami inutili che, non solo pesano sulle casse pubbliche, ma nuocciono ai cittadini andando ad infoltire liste d’attesa già di per sé lunghissime. Chiediamo la collaborazione dei medici per porre fine a questo fenomeno. Nel mentre, mi impegno a portare a termine nel più breve tempo possibile il ddl sulla responsabilità medica per aiutarli a contrastare il fenomeno della medicina difensiva. Insieme possiamo liberare risorse da poter reinvestire nella professione, sbloccando il turnover, stabilizzando i precari e procedendo al rinnovo dei contratti. Quanto alle sanzioni - ha concluso Gelli - lo stesso premier Renzi ha di recente aperto a possibili modifiche. Una mediazione è possibile”.